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L’Ordine di Malta dona beni alimentari alla parrocchia Santa Maria di Porto Salvo

E’ quanto accade nel quartiere Lido ove la Parrocchia si è attivata in maniera determinante con contributi materiali e con un “servizio” Caritas assistendo circa 260 famiglie

L’emergenza Coronavirus, ha messo a dura prova l’economia dell’intero paese. La sospensione anche se temporanea delle attività, ha posto in difficoltà numerose famiglie e soprattutto al sud questa drammatica situazione ha avuto un peso ancor più determinante. In riferimento a ciò i Comuni si sono adoperati con la fornitura di “bonus spesa”, ma, “l’emergenza alimentare” si fa sentire ed in questo frangente anche le stesse Parrocchie si adoperano per lenire le difficoltà di numerose famiglie bisognose. E’ quanto accade nel quartiere Lido, ove la Parrocchia di Santa Maria di Porto Salvo si è attivata in maniera determinante con contributi materiali e con un “servizio” Caritas assistendo circa 260 famiglie.

Ad accrescere il sostegno per i bisognosi anche l’Ordine di Malta e nello specifico la delegazione di Catanzaro con il supporto del Gran Priorato di Napoli e Sicilia che hanno donato, proprio alla Parrocchia di Santa Maria di Porto Salvo, ben 100 pacchi contenenti beni di prima necessità da poter distribuire alle famiglie in difficoltà, donazione che avviene dopo aver già precedentemente provveduto ad un primo contributo sempre in generi alimentari. “ In questo particolare periodo stiamo provvedendo ad un servizio Caritas – afferma il parroco Don Vincenzo Arturo Grillo – non mancano anche le donazioni dei parrocchiani sia in beni di prima necessità che in danaro. Siamo anche affiliati al “Banco Alimentare” e già abbiamo provveduto ad aiutare numerose famiglie. A ciò si è aggiunta la donazione dell’Ordine di Malta, di cui sono anche “Cappellano Magistrale” e quanto prima ci sarà la distribuzione dei pacchi “spesa” che certamente saranno di grande aiuto poiché andranno a sostenere numerose famiglie che non possono provvedere alle loro necessità, rese ancor più precarie dallo stato di emergenza”.

Elisa Giovene