Sellia Marina, lettera dei Parroci alle famiglie: “La Chiesa resta viva”

Vi è mancata la Chiesa con la sua liturgia, la comunità che nasce e rinasce attorno ai sacramenti

Carissime famiglie della nostra Parrocchia,
salutiamo tutte e ciascuna, sperando che, nonostante le difficoltà del momento, stiate bene e stiate attraversando questo periodo con grande serenità e fiducia. Vi rassicuriamo che anche noi stiamo bene. Come sapete, le strette misure di contenimento della diffusione del Coronavirus non consentono di svolgere le normali attività della Parrocchia, e chiedono persino di celebrare la S. Messa a porte chiuse, senza fedeli.

Parlare di celebrazioni a porte chiuse non significa dire che le chiese sono sbarrate o che la vita di fede è stata provvisoriamente messa da parte: non è così. È limitata l’affluenza ai luoghi di culto, ma resta viva e operosa la comunità cristiana che siamo noi, tutti noi cristiani che formiamo la Chiesa fatta di pietre vive. Pertanto, mai come in questa particolare situazione, abbiamo modo di sperimentare quanto sia importante la dimensione domestica della fede, fatta di preghiera, ascolto della Parola di Dio e gesti di bontà, specie verso i più deboli e bisognosi.

Con l’hashtag #SelliaMarinaCharitas la Caritas parrocchiale, grazie alla generosità di tutti voi ha aiuto finora circa 300 nuove famiglie bisognose a causa della pandemia, oltre alle solite che la comunità sostiene. In questo periodo, si è cercato di dare risposte a problematiche nuove, attivando ad esempio servizi domiciliari per la distribuzione di beni alimentari e di igene per la persona e della casa, per soddisfare i bisogni delle persone costrette in casa, soprattutto gli anziani e i bambini.

La pandemia ha obbligato voi tutti fedeli al digiuno dell’Eucaristia: senza chiese aperte, nessun sacramento è stato possibile. Molti avete sentito la mancanza dei sacramenti e vi siete “lamentati giustamente”, ribellione che è lecita ma che reputiamo salvifica: “Ci è proibito accostarci persino ai sacramenti!” ci avete dichiarato nei ritrovi virtuali.

Dunque non è vero quello che dicevano in tanti: “Cristo sì ma la Chiesa proprio no”. Fosse vero, perchè lamentarsi delle chiese chiuse se basta Cristo dentro sè? Perchè lamentarsi d’essere impossibilitati alla confessione se: “Io vado in un luogo solitario e chiedo scusa direttamente a Dio. Perchè devo andare da un prete che è più peccatore di me?” Perchè lamentarsi della mancanza delle esequie liturgiche se, tanto, la vita eterna è tutta un’invenzione dei preti? Non è stata affatto inutile questo tempo vissuto così. Vi è mancata la Chiesa con la sua liturgia, la comunità che nasce e rinasce attorno ai sacramenti. Di sicuro questa assenza forzata ci farà apprezzare la sua presenza.
Certi, che quanto prima, ritorneremo a stringerci la mano, ad incontrarci, ad abbracciarci, a ritrovarci davanti all’altare del Signore, ad essere la meravigliosa e stupenda comunità parrocchiale di sempre, assicuriamo la nostra preghiera e vi benediciamo.
Grazie…

I parroci
don Raffaele e don Giuseppe