“Rivedere la disciplina dei dehors nel suo quadro generale”, la posizione di Ordine degli Architetti e Fondazione Architetti

Negli intensi e numerosi scambi di idee è apparso necessario rileggere i vincoli e le dinamiche che consentono, ad esempio, lo svolgimento delle attività in dehors

Si prospetta con l’avvio della fase 2 di questa travagliata epoca di coronavirus, un periodo di grandi sconvolgimenti che non possono evidentemente che rendere problematico quanto incerto il futuro delle attività economiche delle nostre città come del nostro paese e del mondo intero. Dobbiamo preparare con attenzione quei processi che saranno, di qui a brevissimo, i motori di un recupero economico e sociale che appare, a noi come a chiunque abbia a cuore la rinascita delle nostre società, fortemente incentrato sulla sicurezza dei cittadini che si apprestano a riprendere lentamente le loro attività quotidiane. Da qui la palese necessità di riflettere profondamente su quanto ci troveremo davanti a stretto giro di posta.

In particolare – si legge in un comunicato del presidente dell’ordine degli architetti Catanzaro, Giuseppe Macrì- la città di Catanzaro dovrà confrontarsi con una situazione che già a monte dei gravi momenti che abbiamo vissuto e che, è bene ricordarlo a monito per ciascuno, ancora stiamo vivendo, vedeva profondamente in crisi le attività economiche, cui non può che andare il fattivo supporto delle Amministrazioni in un quadro di tutela del lavoro, bene primario e costituzionale centro dell’interesse dello Stato.

In quest’ottica intensa è stata l’attività di relazione tra l’Ordine degli Architetti P.P.C. della prov. di Catanzaro, guidato dall’arch. Giuseppe Macrì, la Fondazione dell’Ordine degli Architetti P.P.C della prov. di Catanzaro, presieduta dall’arch. Eros Corapi, e gli attori sul territorio tra i quali in primis le associazioni, interpreti privilegiate delle istanze dei cittadini. Da tali intense relazioni si è giunti a proficui spunti tesi al tentativo di leggere il prossimo futuro ed individuare quegli elementi la cui declinazione possa condurre ad una ripresa economica ossequiosa del patrimonio storico, architettonico ed ambientale della città di Catanzaro. Particolarmente efficace si è rivelato il confronto con l’associazione VITAMBIENTE, nella persona del suo presidente, avv. Pietro Marino, con cui si è focalizzata l’attenzione sulla ripartenza delle attività di ristorazione e somministrazione che vedranno profondamente ridimensionate le proprie capacità ricettive per garantire quel distanziamento sociale e, quindi, quella tutela della pubblica salute che è bene di ineludibile ed indifferibile importanza.

Negli intensi e numerosi scambi di idee è apparso necessario rileggere i vincoli e le dinamiche che consentono, ad esempio, lo svolgimento delle attività in dehors.

Se già da tempo l’interesse dell’Amministrazione si è su questo punto focalizzata (è recente la conclusione del concorso di idee per la nuova disciplina dei dehors), la contingenza che stiamo vivendo non può non rilevare come negli ultimi due mesi tali attività abbiano, al pari delle attività commerciali cui afferiscono, vissuto un totale stop. Inoltre, per come già accennato, i prossimi mesi non potranno probabilmente definirsi floridi sotto il profilo commerciale, stanti i giusti vincoli di fruizione cui dovranno fare fronte.

Ci pare ineludibile un intervento dell’Amministrazione che innanzi tutto si muova a sostegno economico di tali attività azzerando quanto dovuto dai gestori per il corrente anno, al fine di dare una sensibile mano d’aiuto a chi muove e, ci auguriamo fortemente, potrà ancora muovere l’economia locale in questo tempo di rilancio. Una totale abolizione dei canoni dovuti per un periodo non inferiore a 12 mesi consentirebbe ai commercianti di poter investire sul proprio rilancio per rinnovare, aumentare ed adeguare i propri spazi alle intercorse esigenze, purtroppo dovute a quel covid-19 che sta profondamente influenzando ed ancora influenzerà la nostra vita quotidiana.

Inoltre sarà a nostro avviso opportuno rivedere la disciplina dei dehors nel suo quadro generale, con la promulgazione di un regolamento temporaneo che consenta alle attività già autorizzate come a quelle da autorizzarsi a breve, di fruire di maggiori spazi a fronte della minor densità che dovranno garantire al loro interno. Tutto ciò dovrà evidentemente essere accompagnato da tempi autorizzativi profondamente ridotti e canoni ridimensionati per il prossimo futuro, a garantire una pronta ripartenza delle attività stesse.

In questa direzione siamo pronti ad una fattiva collaborazione per la rapida realizzazione di un regolamento che sia garante della qualità architettonica quanto occasione di confronto e di lavoro per tecnici ed imprenditori.

Abbiamo davanti tempi incerti e riteniamo sia tempo di scommettere sulle reciproche capacità di rilancio: da parte delle Amministrazioni su un’azione tecnica ed imprenditoriale caratterizzata dalla valorizzazione del suolo pubblico per gli spazi di ristoro all’aperto con caratteristiche architettoniche di assoluto pregio; da parte degli operatori e dei tecnici su un’Amministrazione che gli sia fattivamente accanto nel consentire azioni rapide, incisive e qualificanti per la città. Il tutto nel comune intento di fare in tempi il più possibile brevi, della nostra città un modello cui guardare ed una casa accogliente per ogni cittadino.