Riceve pacco alimentari con generi scaduti e deteriorarti. Ecco lo sdegno di una cittadina

Dalla Protezione Civile Comunale: “Lavoriamo con impegno e sacrificio, doniamo quello che ci viene donato e ci scusiamo con la signora per l’accaduto.”

“Nella giornata di ieri ho ricevuto a casa un pacco alimentare con verdura deteriorata e cibo scaduto, per me è stata una grande umiliazione e mi metto anche nei panni di chi si è potuto trovare nella mia stessa situazione.” La signora Angela Caroleo ha espresso così il suo sdegno nei confronti di chi le ha consegnato quel pacco che avrebbe dovuto tamponare la situazione nella quale si trovava ma che di fatto a ben poco è servito: “Lavorando nel settore dell’estetica non percepisco reddito da due mesi, il mio compagno lavora ma tra spese per sostenere fitto e utenze mi sono trovata nella necessità di fare richiesta per ottenere i buoni spesa – ha raccontato – fino ad ora non ho ottenuto il sussidio e nessuno mi ha comunicato se ne avrò mai diritto, così ho iniziato a contattare Comune e Protezione Civile Comunale per poter ricevere qualche informazione in merito.

Non sono riuscita ad avere nessuna risposa ma ieri mi sono vista recapitare, senza averne fatto richiesta, questo pacco. Ho apprezzato il gesto, ma dopo aver visto il contenuto mi sono sentita umiliata a ricevere quelli che sembrano scarti.” Certamente chi lo ha recapitato ha pensato di fare cosa gradita, di compiere un gesto che potesse essere d’aiuto ma tra focacce scadute da un giorno e verdura ingiallita e ammuffita la reazione della signora è stata di indignazione e sconforto. Ma come è possibile che la Protezione Civile Comunale abbia consegnato le derrate alimentari nelle condizioni che riferisce la donna?

“Doniamo quello che ci viene donato – precisa il consigliere Riccio, che per conto del Sindaco Abramo si è occupato della gestione del servizio –  in questi mesi ci siamo impegnati tanto e lo abbiamo fatto con garbo e con fatica, abbiamo consegnato pacchi alimentari ad oltre 1500 famiglie e 3000 persone, in collaborazione con le parrocchie e grazie alla grandissima generosità di molti catanzaresi, lo abbiamo fatto gratuitamente con il contributo di ragazzi e adulti che non si sono rinchiusi in casa ma che, rischiando, sono andati in giro a fare consegne anche a famiglie in quarantena per Covid.

LE SCUSE

Ci scusiamo con la signora per quello che è accaduto, ci dispiace e ce ne assumiamo la responsabilità – ha proseguito – Vorremmo poter essere un supermercato ma non lo siamo e diamo alle famiglie quello che ci viene donato da cittadini e commercianti, riceviamo tra le altre cose anche il pane invenduto di alcuni supermercati che consegniamo prontamente.” Scuse immediate e profondo dispiacere per l’accaduto che contrasta con le finalità di un’iniziativa certamente nobile che ha messo in atto una rete di solidarietà per sostenere le situazioni di disagio presenti sul territorio: “I volontari hanno lavorato silenziosamente, sono stati disponibili anche a consegnare gratuitamente i buoni alle famiglie in quartieri critici della città, quello che in altre città hanno fatto percependo una retribuzione – ha concluso – sacrificio, trasparenza e serietà sono state alla base della nostra rete e continueremo ad impegnarci per fare ancora meglio!” Sembra dunque un singolo caso quello della signora Caroleo, un inciampo nella grande mole di lavoro che non sarebbe  dovuto accadere ma che certamente servirà per fare ancora di più con altrettanto impegno e attenzione.