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Caminia: per il Tar il Comune di Staletti deve procedere allo sgombero delle costruzioni realizzate senza permesso

Il Tar respinge il ricorso di alcuni cittadini di Staletti che si erano rivolti ai giudici amministrativi per ottenere l'annullamento l'ordinanza di ingiunzione di sgombero

Ricorso respinto. Così si è pronunciato il Tar rispetto all’istanza presentata da alcuni cittadini di Staletti che si erano rivolti ai giudici amministrativi per ottenere l’annullamento l’ordinanza di ingiunzione di sgombero, promossa dal Comune, di un’area demaniale nella zona marina, in località “Palaja” di Caminia. 

Una vicenda antica che risale addirittura al 1964 quando i fabbricati,  insistenti nella zona, tra la linea ferroviaria e il demanio marittimo, furono momentaneamente autorizzati  in attesa di successiva regolamentazione dell’area. Oggi la giustizia amministrativa stabilisce, però, che quell’invito potesse intendersi come un titolo edilizio.

Esattamente si legge: “In base alle deduzioni del ricorrente, il bando conteneva l’invito a occupare, anche con costruzioni, l’area in oggetto in attesa di procedere alla lottizzazione e alla cessione a titolo oneroso dei suoli risultanti. Si deve escludere che tale invito costituisca un titolo edilizio. Innanzitutto, esso non è stato emesso ad personam, bensì rivolto genericamente alla collettività e senza alcuna indicazione delle caratteristiche delle eventuali costruzioni”. Ed ancora:  è stato emesso prima ancora che i suoli venissero resi edificabili mediante lottizzazione, cui peraltro non si è mai pervenuti. L’estrema evanescenza dell’invito – si legge nel dispositivo di sentenza – e la sua anteriorità rispetto alla lottizzazione e alla cessione dei terreni ai privati impediscono di riconoscere al bando del 1964 natura di titolo edilizio e portano, di conseguenza, a escludere che i privati potessero riporre su di esso alcun legittimo affidamento circa la regolarità delle edificazioni. Si aggiunga che l’ordinanza impugnata dà atto dell’insistenza, sull’area, di vincoli paesaggistici e idrogeologici”.