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Calabria, riapertura bar e ristoranti: governo e medici contro la Santelli

Anche l'esperto scelto per la task force la sconfessa: "Non mi ha consultato, l'avrei sconsigliata"

Il governo, per sua stessa ammissione, nel corso di un collegamento con la trasmissione “Agorà” su Rai3 l’ha diffidata con una lettera del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, a ritirare l’ordinanza con cui autorizza una anticipata fase 2, cone riapertura di bar ed i ristoranti, ma lei non ha nessuna intenzione di tornare sui suoi passi convinta della sua scelta.

Dure sono state le parole del Ministro: “La Calabria è il classico caso di una cosa fatta contro una misura nazionale chiara” che ha parlato durante la registrazione della puntata di ‘Accordi e Disaccordi’, il talk politico in onda sul Nove stasera, sulla scelta del presidente della Regione Calabria. “Il governo ha detto che bar, ristoranti, parrucchieri hanno bisogno di linee guida e hanno bisogno di una valutazione ulteriore che faremo dal 4 al 17 maggio – ha detto Boccia -. Cosa succede se un bar apre e poi si ammala un lavoratore, uno chef, un cameriere?”, ha concluso il ministro.

Contro la presidente si sono schierati anche i medici calabresi, che hanno fatto appello “ai governanti della nostra Regione affinché recedano dai loro propositi”. È necessario mettere fine all’isolamento assoluto “anche per motivi sanitari” sottolineano, ma bisogna procedere con “la massima prudenza e una attenta gradualità di tempi e modi contraddetta invece dalla volontà di riaprire locali di ritrovo”.

Quell’ordinanza invece è di fatto, hanno detto chiaro i camici bianchi calabresi “un indiscriminato via libera per tutti, che potrebbe avere conseguenze negative, che nessuno vuole e che vanificherebbe i sacrifici finora compiuti con enorme senso civico dai calabresi”. Per riaprire in sicurezza serve altro, a partire – hanno sottolineato – da “una serie di garanzie fra cui l’obbligo di test specifici e recenti oltre che della doverosa quarantena controllata” per i fuori sede che dal 4 maggio potranno tornare a casa. “Non è in ballo il consenso, ma il primo bene per ogni essere umano: la vita e la salute” tuonano.

Ai medici calabresi fa eco Raffaele Bruno direttore del reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Matteo componente della della task force regionale, nominato dalla presidente Santelli che ha sconfessato la decisione della Santelli: “Vorrei dire – ha detto ai microfoni dell’emittente calabrese Cosenza channel – che non sono stato informato dell’ordinanza che è stata emanata, anche se ci sono nella task force due colleghi di Padova e di Roma e non so se loro invece sono stati informati. Le situazioni scientifiche ed epidemiologiche non si coniugano bene con le condizioni politiche, economiche e sociali per cui, come medico e come professore di malattie infettive uno dei miei obiettivi è di non far infettare le persone e se mi avessero consultato avrei sconsigliato questa soluzione. Come cittadino capisco che non possiamo stare chiusi per sempre, quindi si deve trovare un punto d’incontro. Il mio è un incarico che svolgo a titolo gratuito, ci tengo a sottolinearlo – ha detto infine il medico – e voglio anche dire che finora, almeno con me, la task force si è riunita una sola volta”.