Il Corvo è solidale: associazioni fanno raccolta alimentare e aiutano 73 famiglie bisognose

La risposta dei residente è commovente. Ondata di emozioni e beni di prima necessità colorano il quartiere di mille colori ai tempi del Covid

E’ un tranquillo pomeriggio di fine aprile e nel quartiere Corvo gira solo un gruppo di ragazzi bardati di mascherina e guanti che aprono tutti i portoni dei condomini e svuotano grandi cartoni con dentro alimenti di ogni tipo.

Qualche giorno prima avevano chiesto ai residenti di riempirli per aiutare le famiglie bisognose in questo periodo di emergenza economica causata dal covid. C’è una lacrima ogni pezzo di cartone. C’è un’emozione per ogni pacco di pasta che riempie quello scatolone con la scritta “aiuta chi ha bisgogno”. E quei cartoni sono tutti pieni, anzi strapieni. Il Corvo si abbraccia e, dopo aver dimostrato di saper rispettare le regole imposte giustamente dal dpcm dell’8 marzo, dà un’altra lezione di vita. Prima di legalità, ora sociale.

Il Corvo si abbraccia e si aiuta senza aspettare i buoni spesa o i bonus che spettano a chi ne ha diritto. Nossignore. Il Corvo è solidale. Punto e basta. Un arcobaleno tinteggia il cielo di un quartiere descritto da decenni come un quartiere dormitorio ed epicentro della micro criminalità. E invece no. La raccolta alimentare, iniziativa dell’associazione “Il Futuro che vuoi” con a presidente Luana Tassone, si unisce al Comitato CorviAmo e il Circolo “San Francesco “ e mette in piedi la raccolta alimentare. I volontari la organizzano in maniera perfetta e garantiscono uno spazio di raccolta per ogni singolo condominio. Nel giro di tre giorni è un boom: i cartoni si riempiono una, due, tre volte. Quei ragazzi passano più volte a settimana per ritirare gli alimenti e donarli alle famiglie bisognose. Fino ad oggi ne sono state aiutate 73 e la gara di solidarietà continua. Abbiamo chiesto ai presidenti delle tre associazioni di raccontarci quanto hanno ideato e cosa stanno provando a seguito del successo dell’iniziativa.

La risposta di Rino Parentela, presidente di Corviamo, è di quella che ti spacca il cuore: “Volevamo solo ringraziare i corvini per la risposta emozionante. Abbiamo raccolto pasta, zucchero, olio, biscotti e ogni tipo di alimenti di prima necessità ma non ci sentiamo protagonisti di nessun miracolo. Il miracolo sono i nostri amici corvini e ora ci troviamo felicemente costretti a continuare la raccolta. Grazie a tutti voi”. Voce roca anche per Mario Tulelli che con il suo Circolo ha messo a disposizione la sala per avviare, programmare e sviluppare l’iniziativa. “Noi siamo un circolo di persone avanti con gli anni – dice il signor Tulelli – che si emozionano nel vedere questi ragazzi raccogliere e poi distribuire gli alimenti nella nostra sede. Non avevamo alternativa, gli abbiamo aperto il cuore e le porte del nostro circolo. Vederli lavorare con tanto impegno è una gioia immensa e li ringrazio veramente di cuore”.  Luana Tassone e il suo Futuro che vuoi è artefice principale di tutto questo ma anche lei si lascia andare un semplice “grazie con la speranza che sia solo un inizio di collaborazione che porti il quartiere ad essere unito e una zona di città considerata da tutti per la dignità e il rispetto che è dei suoi residenti”.

Com’era quella storia? Il Corvo è un quartiere a sud della città dove ci sono i delinquenti? Fate una cosa, iniziate a cambiare idea. Il cielo è di mille colori sopra il Corvo. Applausi. Bene, bravi, bis.