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L’ordinanza della Santelli: Associazione Sud Democratici, Un atto inutile e dannoso per la Calabria

Genera preoccupazione l’uso delle istituzioni   per finalità e convenienze partitiche, la discrasia tra decisioni politiche e strategie sanitarie

L’associazione Sud democratici guarda con estrema preoccupazione agli effetti scatenati dall’ordinanza della Santelli per le   molteplici e dirompenti conseguenze che si possono generare nel rapporto con il governo. Genera preoccupazione l’uso delle istituzioni   per finalità e convenienze partitiche, la discrasia tra decisioni politiche e strategie sanitarie. Preoccupazioni confermate   dalle reazioni dei sindaci e degli stessi operatori del settore interessato,

IL RAPPORTO CON IL GOVERNO

La Santelli ha emanato un ordinanza che sul piano strettamente giuridico viola le competenze   che sono contenute nell’ordinanza della protezione civile nazionale di nomina di “Soggetto Attuatore “. La Santelli ha , secondo il decreto di nomina , il compito di operare sulla base di specifiche direttive impartite dal capo del Dipartimento della protezione civile nazionale.

Sarà il giudizio del TAR o della Consulta , sedi dove il ministro Boccia avrà l’opportunità di ricorrere dopo il respingimento della diffida a decidere la correttezza del suo comportamento istituzionale.  Si comprende benissimo, a fronte del muro contro muro che la Santelli ha scelto di praticare, che il suo atteggiamento è stato caratterizzato più da una buona dosa di ostruzionismo che da un reale interesse generale per la collettività calabrese. A nostro avviso, lo scontro con il Ministro Boccia sarà sicuramente perdente per lei che si squalificherà da sola sul piano della competenza.

Nasce, secondo noi, in una situazione di emergenza, un problema di compatibilità con la carica di soggetto attuatore assegnata e,  a pronuncia della consulta del Tar o della Consulta avvenuta  eventualmente a sfavore della Santelli, bisogna capire se la stessa  possa mantenere la carica. Ragionare , come fa il presidente del consiglio regionale Tallini sulle intenzioni del governo di ripristinare la clausola di supremazia è fuori luogo e richiederebbe una lunga ed approfondita analisi sulla sua applicazione. Ce la caviamo con una battuta ; la concorrenza prevista dall’art. 117 della Costituzione non prevede certo la supremazia della Santelli e se proprio dovesse servire gli ricordiamo il parere di autorevoli costituzionalisti come Cassese ed Onida sulle competenze del governo scritte nell’ articolo 120 della costituzione stessa.

IL CALCOLO POLITICO

L’apertura di un conflitto con il governo alla vigilia delle informative del Presidente Conte alla Camera ed al Senato punta a sparigliare le carte amplificando atteggiamenti populistici e di facile presa per mettere in difficoltà chi opera. Si sollecitano aperture indiscriminate di facile presa verso quelle sacche di disperazione generate dalle criticità economiche. Si punta  ad amplificare le problematiche riconducibili ad eccessi burocratici e al sistema bancario e si cerca, pescando nel torbido, il consenso che per Lega ( soprattutto )  , Fratelli d’Italia e dintorni sta venendo  meno giorno dopo giorno. Peccato che sull’altare di questi bisogni la Calabria   avrebbe dovuto fare da cavia.   Sorge il dubbio che messa con le spalle al muro la Santelli possa cedere, per asserire poi, che aveva provato ad allentare la morsa delle limitazioni  e ha trovato  nel governo un impedimento , accreditandosi davanti ai calabresi come la liberatrice del  lochdown.. Un calcolo che potremmo trovare alla fine del conflitto. E’ chiaro che il cammino verso la ripresa resta indispensabile per non aggravare una situazione che ha messo in ginocchio tanta gente . Secondo le statistiche gli italiani sotto la soglia di povertà sono raddoppiati e un argine a questo dramma va posto con l’apertura della seconda fase da fare con gradualità e con la condivisione di protocolli sanitari di prevenzione e contrasto al virus speriamo piu’ efficaci , utili e meno avventuristici dell’ordinanza della Santelli.

IL RAPPORTO CON LA TASK FORCE

Nei primi giorni della pandemia è stata nominata una task force di professionisti sanitari che dal punto di vista tecnico e delle conoscenze mediche avrebbe (il condizionale è d’obbligo) dovuto supportare le decisioni della politica e del soggetto attuatore . Duole venire a conoscenza che la Task force si è riunita pochissimo (c’è chi parla di una sola volta ) e che addirittura sull’ordinanza non sono stati nemmeno consultati. Se consultati l’ordinanza, per come dichiarato pubblicamente , non sarebbe mai passata e quindi si è adottata la strada di un parere del dipartimento salute che ha comunicato semplicemente l’indice di contagiosità  conferendo alla disposizione il supporto per  la propria decisione. Un comportamento che la Santelli  come soggetto attuatore non si poteva permettere.

LA REAZIONE DEI SINDACI

E’ davanti agli occhi di tutti la difformità di comportamento dei sindaci calabresi e non fa piacere , specie se si crea una frammentazione nei comportamenti degli amministratori locali in una situazione di emergenza sanitaria che non consente passi falsi. Una situazione  che di positivo, invece, ha visto una reazione dei calabresi poco convinti dalla bontà dell’ordinanza, operatori interessati compresi.

Al di là delle facili letture questo problema cela un vulnus regionale che va oltre la discrezionalità dei sindaci nell’applicazione delle disposizioni della Santelli. In Calabria l’istituzione del Consiglio delle Autonomie previsto dalla Costituzione ed inserito nello statuto regionale non ha mai esercitato un ruolo incisivo. Viene meno una funzione di coordinamento tra la regione e gli enti locali che data l’attuale situazione sarebbe tornata molto utile.

IL RUOLO DELL’OPPOSIZIONE

Chiediamo all’opposizione (consiglieri , partiti e movimenti rappresentati in consiglio regionale ) di coinvolgere e organizzare tutte le energie disponibili nella società, associative, professionali editante persone che hanno voglia di spendersi e mettersi in gioco ,una forte opposizione sia istituzionale che politico sociale (in costante raccordo e sinergia )per contrastare questo governo regionale ed il centro destra per costruire una nuova prospettiva per la ripartenza e la ricostruzione di una nuova Calabria che metta al centro le persone ed i beni comuni.  La gravità della situazione notoriamente non presenta solo la cura degli aspetti dell’emergenza Covid , ma anche quella dei risvolti economici che in Calabria già presentavano forti negatività nel sistema produttivo e sul piano occupazionale e di sostegno all’economia regionale . Nessuno pensi che questa sia una legislatura normale. Essa si presenta fortemente condizionata da un fermo sul quale ancora non esiste una valutazione dei suoi effetti e da una maggioranza che si muoverà solo a salvaguardia di determinati interessi a partire da quelli della sanità privata. Hanno dimostrato con un ordine del giorno approvato a non voler riformare un Welfare, in nome del mantenimento dell’esistente ed alla salvaguardia di interessi forti e Dio solo sa quanto oggi e piu’ che mai serve ai bisogni degli ultimi in Calabria.