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Albo comunale delle associazioni sportive, I Quartieri: Abramo dimetta Cavallaro

Non ha capito che si stava producendo un atto immorale

C’è una verità che emerge in modo drammatico a margine, si spera, dell’emergenza sanitaria del Coronavirus: che non tutto sarà come prima e che, bisognerà con l’impegno di tutti gli attori, politica in prima fila, ricostruire un tessuto capace di restituire speranza ed equità ed in particolare capace di disarmare possibili proteste sociali, che sono dietro l’angolo.

Il comune di Catanzaro non può esimersi da questo impegno in particolare per quanto attiene il mondo dello sport dilettantistico e le tantissime associazioni, quelle che da sempre svolgono un ruolo sociale, che ancora di più oggi appare irrinunciabile e soprattutto non mutuabile.

Appare giusto e degno di stima l’appello in questo senso lanciato nell’ultimo Consiglio Comunale da Fabio Talarico (Catanzaro con Abramo), che ha cercato di richiamare ad un senso di responsabilità l’azione amministrativa presente e futura dell’ente comunale, che non può non tenere conto dello scenario generale prodotto dalla crisi sanitaria in atto.

Quella stessa responsabilità che nel tempo noi abbiamo più volte richiamato, rivolgendoci al sindaco Abramo e che oggi, a margine dell’adozione del Consiglio Comunale, che con delibera n. 40 del 16 aprile 2020 dello “Albo comunale delle Associazioni Sportive” presenta drammaticamente il suo conto, alla città tutta, per un’incapacità politica preconcetta della governance dell’assessorato di riferimento, che si identifica nell’assessore Cavallaro.

E’ certamente sinonimo di grande miopia progettuale l’atto che l’assessore Cavallaro ha portato a ratifica del Consiglio Comunale, non solo perché esistono fondati motivi giuridici tali da richiedere l’annullamento o la modifica sostanziale dell’atto prodotto, che potrebbero esporre la città capoluogo ad una serie infinita di ricorsi. In particolare il tutto certifica che alla data del 16 aprile 2020 – in presenza di uno scenario sociale devastato – non solo l’assessore Cavallaro non ha capito la gravità di ciò che stava partorendo politicamente, ma nemmeno la competente commissione consiliare non ha intuito che si stava producendo un atto insostenibile giuridicamente ed in particolare immorale sotto il profilo sociale. Questo riporta al centro del dibattito politico, l’utilità e la congruità dell’agire delle commissioni consiliari, in un passaggio propedeutico e migliorativo degli atti dell’amministrazione comunale di Catanzaro.

Se questo invito di responsabilità da noi più volte sottolineato, unitamente a quello che oggi stanno producendo le varie associazioni di categoria del mondo sportivo, che fanno sponda al richiamo del consigliere Fabio Talarico, di certo dovrà rimettere in discussione da parte del sindaco Abramo, anche la sostenibilità politicamente responsabile della delega anzitempo attribuita all’assessore Cavallaro. Noi tutti lo speriamo insieme a quel grande patrimonio di civiltà che esprime il mondo dello sport dilettantistico!

Associazione I Quartieri