Catanzaro, Azienda sanitaria unica, Sindacati: “Facciamo chiarezza”

Rotundo, Potente e Grillo: "Nella nuova legge non viene eliminato il riferimento principale oggetto di impugnativa nel ricorso del Consiglio dei Ministri"

“Guardiamo con la dovuta attenzione alla finalità della nuova legge regionale che ha ridefinito il processo di accorpamento delle aziende ospedaliere Mater Domini e Pugliese Ciaccio con la nascita di una nuova azienda ‘Mater-Domini Pugliese-Ciaccio‘. Abbiamo costantemente dichiarato che l’azienda unica era un obiettivo da perseguire per ottimizzare l’offerta di servizi ospedalieri, rendere sinergiche le competenze, integrare in modo ottimale l’assistenza con la didattica e ricerca anche al fine di salvare le scuole di specializzazione. Tuttavia, se la finalità non è in discussione, più di qualche perplessità genera lo strumento che è stato utilizzato. Il presidente del Consiglio regionale Domenico Tallini si è affrettato a dichiarare che tale legge dovrebbe superare le criticità della precedente legge 6/2019 che erano state oggetto di impugnativa del Presidente del Consiglio dei ministri di fronte alla corte Costituzionale”. Lo scrivono in una nota i rappresentanti sindacali Anna Rotundo delegato FPCGIL Medici e Dirigenza Sanitaria Az Mater Domini, Ivan Potente coordinatore FPCGIL Medici e Dirigenza Sanitaria Area Vasta e Franco Grillo segretario generale FPCGIL Area Vasta CZ, KR, VV.

Vediamo quali sono tali criticità oggetto di impugnativa:

  • Secondo il presidente del Consiglio die Ministri la formulazione della legge regionale prefigura la costituzione di ‘una nuova azienda ospedaliero-universitaria ma questo può avvenire, in base alle norme vigenti, secondo un procedimento diverso, a mente del quale la proposta regionale di istituzione di una nuova azienda ospedaliero-universitaria, formulata, d’intesa con l’Università, al ministro della Salute, è da questa a sua volta sottoposta all’esame del Consiglio dei ministri, che delibera autorizzando la Regione, con decreto presidenziale, a costituire la nuova azienda ospedaliero-universitaria’.
    L’Avvocatura dello Stato, in tal caso, motiva il ricorso spiegando che ‘questa parte della legge regionale viola il limite imposto dall’articolo 117 comma 3 Costituzione alla potestà legislativa regionale nelle materie di legislazione concorrente’.
  • L’impugnativa riguarda anche l’articolo 1 comma 3 della legge sull’integrazione, laddove si prevede che ‘entro 90 giorni dall’entrata in vigore della stessa sono definiti i rapporti tra la Regione Calabria e l’Università di Catanzaro in materia di attività integrate di didattica, ricerca e assistenza mediante protocollo d’intesa sottoscritto dal presidente della Giunta regionale, dal Rettore dell’Università e dal commissario ad acta’.
    Secondo il presidente del Consiglio dei ministri, questa disposizione è ‘costituzionalmente illegittima’ perché ‘interferisce con i compiti del commissario’, al quale soltanto, e non anche alla Regione Calabria, il Dpcm di nomina del 7.12.2018 conferisce l’incarico di stipulare il protocollo d’intesa con l’Università.
  • Ultimo motivo di impugnativa riguarda la norma della legge regionale che inserisce nell’integrazione delle aziende di Catanzaro anche il presidio ospedaliero Giovanni Paolo II di Lamezia Terme perché – per come riportato nel ricorso alla Corte costituzionale – è un ‘accorpamento non contemplato né dal Programma operativo vigente né dai decreti commissariali emanati’, che ‘contrasta con il principio di coordinamento della finanza pubblica’.
    In effetti la nuova legge regionale del 28 u.s. elimina due degli aspetti che erano stati oggetto di ricorso precisando che, successivamente all’entrata in vigore della norma, il protocollo d’intesa dovrà essere stipulato tra l’Università ed il Commissario ad acta, e non con la regione, perlomeno fino a quando la Calabria continuerà, dal punto di vista sanitario, ad esse commissariata. Viene eliminato anche il riferimento all’integrazione con l’Ospedale di Lamezia.

Tuttavia, ed è questo aspetto ad alimentare la nostra perplessità, non viene eliminato quello che era il riferimento al motivo principale del ricorso, ovvero la costituzione di ‘una nuova azienda ospedaliero-universitaria’ la cui proposta di istituzione da parte della regione è ‘a sua volta sottoposta all’esame del Consiglio dei Ministri, che delibera autorizzando la Regione, con decreto presidenziale, a costituire la nuova azienda ospedaliero-universitaria’. Pertanto rimarrebbe la violazione del limite imposto ‘dall’articolo 117 comma 3 Costituzione alla potestà legislativa regionale nelle materie di legislazione concorrente’ e con essa la possibilità che l’intera legge venga rigettata. Cosa succederà quindi? Lo capiremo dalle prossime mosse del governo centrale che ci faranno comprendere se l’integrazione potrà andare in porto o se, al pari della precedente legge, sia destinata al naufragio, e con essa la possibilità di emancipare il nostro sistema ospedaliero.

“Una cosa ancora però vogliamo dirla: come FPCGIL siamo stati antesignani rispetto a tale progetto e abbiamo idee chiare su come lo stesso possa e debba dipanarsi. Siamo disponibili ad ogni forma di interlocuzione propositiva ma non accetteremo mai un quadro che preveda la semplice fagocitosi della più grande azienda ospedaliera regionale, la Pugliese Ciaccio, e del suo enorme bagaglio clinico da sempre al servizio della collettività regionale….. Intelligenti pauca!”