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La Regione: tampone a domicilio per chi non l’ha fatto al rientro in Calabria

Il Dipartimento Salute ha dato disposizioni alle strutture di prevenzione delle Aziende sanitarie calabresi. Durante il primo giorno di arrivi il 15 per cento non ha effettuato il test

I cittadini provenienti da fuori regione che al loro rientro in Calabria non hanno effettuato il tampone  dovranno essere sottoposti al test presso la residenza in cui si sono sottoposti all’isolamento domiciliare, come previsto dall’ordinanza della presidente Jole Santelli dello scorso 30 aprile.

Il dirigente del Dipartimento Salute della Regione Calabria, Antonio Belcastro, ha dato disposizione in tal senso ai Dipartimenti di prevenzione delle Asp calabresi, attestando che nel primo giorno di arrivi, il 4 maggio, il tampone è stato effettuato all’85 per cento delle persone registrate sul portale della Protezione Civile regionale. 

Durante la prima giornata molte delle persone rientrate hanno rifiutato di effettuare il tampone, decidendo di sottoporsi direttamente all’isolamento domiciliare volontario, nonostante la Regione attraverso il servizio 118 avesse predisposto laboratori mobili presso l’aeroporto, le principali stazioni ferroviarie  e le stazioni di servizio nei pressi dei più importanti svincoli autostradali.  

L’obiettivo della Regione è ora quello di effettuare il test a tutte le persone rientrate in Calabria, che quindi saranno raggiunte dagli operatori sanitari presso le abitazioni in cui sono in quarantena. Con evidente ulteriore sforzo organizzativo ed economico a carico del sistema sanitario regionale.

Solo dopo l’esito negativo del tampone, i Dipartimenti di prevenzione valuteranno l’opportunità di interrompere l’isolamento domiciliare.