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Natale Viscomi: “Non occorrono tanti soldi in tempo di epidemia, occorre sicurezza sul piano dell’economia familiare”

L'intervento dello scrittore catanzarese sull'attuale situazione socio economica

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    di Natale Viscomi*

    Il mondo del lavoro in questo momento del coronavirus è in continua evoluzione il tutto si ferma, il lavoro si ferma, il lavoro si ferma, c’è scritto che non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che viene da Dio.

    Tutti affannati presi a collaborare con tutte le tesi economiche che hanno avallato una società capitalistica modello del guadagno e dello sfruttamento dell’uomo, come lo stesso l’abbattimento del capitale che è stato sinonimo di povertà intellettuale e materiale, che il lavoro è pane per il suo pane, vive e torna dall’incremento di aziende che non hanno un modello di produzione ma il sequestro di un accaparramento del bene comune il guadagno del plus valore sul plus valore.

    Quali sono i rimedi di una società malata di soldi e di corruzione a scapito del benessere, l’Italia verte su un sistema capitalistico come l’Europa combatte la guerra delle competizioni, in un Paese dove non ci sono modelli di apertura al sistema economico misto, discusso in parte con il mio amico Marco Grotteria Professore Associato di Finanza presso la London Business School,  dove con le sue tesi precedentemente discusse con me alla volta della Wharton School, the University of Pennsylvania sede di Filadelfia ha vinto la tesi di una democrazia economica, come far funzionare gli investimenti, senza perdere la via della vita economica sicura delle famiglie e dare sicurezza alle aziende senza dover capire che i soldi non sono la componente più importante delle aziende e del sistema modello economico di ogni stato, oggi si sta verificando quello che io gli dicevo a proposito di modelli che le aziende devono, se vogliono sopravvivere, dare sussistenza economica alle famiglie e investire quello che rimane in una società giusta, oggi non occorrono tanti soldi in un tempo di epidemia generale del mondo, occorre sicurezza sul piano dell’economia familiare prima e poi dare slancio alle piccole e medie imprese perché le grandi sono un pozzo della perdita del guadagno come la Fiat e altri, perché sono scomparsi? Sono ingegneri della cura non concessa alla vita lavorativa , per gli uomini non per i loro guadagni, date sostegno alle piccole e medie imprese che vogliono amare il lavoro non per dare profitto ma per creare una pace sociale tra ricchi e media borghesia perché i poveri sono slancio per il cuore, date e amate il controllo sulla spesa degli investimenti. A tutti gli economisti liberi di un pensiero comune di benessere e di slancio sociale per tutti.

    *Scrittore

     

     

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