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In via Argento la discarica a cielo aperto “tocca livelli non più tollerabili”

La segnalazione-denuncia di Stefano Veraldi in merito ai rifiuti abbandonati nei pressi del tribunale

Come nelle vecchie favole c’era una volta, nell’attività di contrasto all’abbandono di rifiuti, uno strumento d’indagine di straordinario valore info–investigativo: il “controllo del territorio”.
Ora non c’è più, o quasi, e non è colpa del COVID19 che ha monopolizzato oramai la nostra quotidianità.
Ora a volte ci sono i droni, o si preferisce venirne a conoscenza seduti comodi dietro le scrivanie delle stanze dei palazzi, affibbiando magari la colpa ad altri enti, per poi cercare di prendersi qualche merito insieme a qualche politico transfugo e ripescato. E’ quanto scrive in una nota Stefano Veraldi. 

Bisogna però trovare una soluzione.

La soluzione, a mio avviso, sarebbe quella di chiudere  l’accesso al muretto e conseguentemente alla strada sovrastante, con l’installazione di una rete che tolga di fatto lo spazio per effettuare il lancio di rifiuti.
Il tutto accompagnato dall’utilizzo di fotocamere mobili, anche se, mi domando cosa riprenda a questo punto la telecamera posta difronte la Corte di Appello del Tribunale di Catanzaro.


È la strategia che l’amministrazione comunale deve subito varare per arginare il continuo lancio  di rifiuti che da tre anni denuncio in Via Argento, luogo ai “margini” di un capoluogo dove troppo spesso finiscono gli “scarti” di gente incivile, come un grande “tappeto” dove nascondere la polvere che disturba il decoro del “salotto”.
È qui, infatti, che il fenomeno dell’abbandono ha raggiunto livelli ben al di là del tollerabile, specialmente in un periodo di emergenza sanitaria: non più la semplice piazzola con qualche sacco di rifiuti, ma piuttosto una vera e propria discarica a cielo aperto, nella convinzione che dove ci sono già dei rifiuti possono starcene anche altri.

Un circolo vizioso che ha dato vita ad un mare d’immondizia di qualsiasi tipo: dagli scarti di lavorazione ai materiali edili, dagli immancabili complementi d’arredo fino a piumoni e abiti, insieme a misteriosi sacchi neri.
Caro Sindaco, il momento consiglia sicuramente unione e solidarietà, Lei invece, troppo spesso dimostra, che la sua solidarietà è sempre univoca e faziosa ed i suoi atti concorrono a consolidare poteri e strategia già purtroppo note ai suoi cittadini. #Andràtuttobenesoloperisoliti