Gentile (Articolo Uno): “Serve una cabina di regia per programmare rilancio turismo”

Il turismo lento può e deve tornare di moda, ma allo stesso tempo serve un patto tra istituzioni regionali ed enti locali, per avvicinare la montagna ai servizi sanitari di base.

L’epidemia da Coronavirus  – scrive  Marco Gentile di Articolo Uno Catanzaro- in due mesi ha radicalmente modificato la vita economica e sociale di tutta la nazione, imponendo tanto al Governo centrale quanto agli Enti Locali, l’adozione di una serie di provvedimenti incentrati essenzialmente sul distanziamento delle persone, al fine di evitare il contagio e l’ulteriore diffusione del virus nella popolazione.

In sostanza queste misure si sono rilevate efficaci, ed il distanziamento sociale, nelle regioni meridionali ed in Calabria in particolare, vista la peculiare distribuzione demografica nel territorio, ha consentito di avere come risultato quello di essere la ragione con la più bassa incidenza d’italia di casi di contagio da coronavirus.

Inoltre, nei paesi della Sila e della Presila, questa incidenza si è rilevata, per quanto di mia conoscenza, pressoché nulla.

Nei boschi, nei sentieri delle montagne, in mezzo alla natura e lontano dalle aree urbanizzate, dove le distanze interpersonali sono larghissime,  non esiste circolazione virale, e il rischio d’infettarsi è risultato praticamente nullo.

Questo aspetto consente necessariamente di cogliere una storica occasione di rilancio e sviluppo del territorio montano attraverso un percorso obbligatorio quanto equilibrato di coinvolgimento di Comuni, Enti Locali, Parco Nazionale della Sila, nonché degli imprenditori turistici della ricezione e della ristorazione, per offrire ai calabresi e non, questa estate la possibilità di trascorrere una vacanza in sicurezza.

Serve quindi strutturare già da ora un tavolo operativo per impostare una serie di misure ed un programma concertato, che dimostri quanto la Sila e l’intero territorio montano calabrese siano competitivi oggigiorno nel garantire riposo, divertimento salutistico, relax ma anche spensieratezza per chi vuole trascorrere un periodo di vacanza o di ristoro personale, lontano dai rischi costanti di contagio in ambito urbanizzato e densamente popolato.

Un programma che sappia coniugare la ripartenza economica del territorio con l’occasione storica per gli operatori turistici di rilanciare il brand della Sila, non solo come quello già importante di Aria più pulita d’Europa, ma anche come Luogo della vacanza Sicura quindi come Luogo della Salute.

Tutto ciò va però certificato e corredato da una vasta offerta di servizi ricettivi, ristorativi e di svago che garantiscono le dovute distanze, ma allo stesso tempo possano essere affiancate da efficaci piani di monitoraggio sanitario e di assistenza a lavoratori e turisti.

Le misure dovranno  innanzitutto garantire la concessione gratuita di spazi pubblici all’interno dei boschi, nelle aree adiacenti ai villaggi silani, che consentano agli albergatori di offrire ai visitatori dei mesi estivi, la possibilità  di consumare pasti all’aperto, ma anche di vivere la Sila e le sue bellezze naturalistiche, con i suoi sentieri, il trekking, l’orienting, il soft air, l’equitazione, l’osservazione astronomica,  ma anche la raccolta di piante alimurgiche oltre che dei funghi, già inclusi nelle recentissime ordinanze regionali, e poi ancora la pesca, il canottaggio e la balneazione utilizzando i numerosi laghi silani.

Serve al più presto una cabina di regia, che coinvolga prima ancora degli amministratori,  i professionisti sanitari che hanno competenze per indicare quali siano le misure atte a garantire quanto esposto fino ad ora.

Il turismo lento può e deve tornare di moda, ma allo stesso tempo serve un patto tra istituzioni regionali ed enti locali, per avvicinare la Montagna ai servizi sanitari di base.

Serve garantire la presenza di medici di guardia, di presidi sanitari che hanno un ruolo essenziale nell’assistenza ma anche nell’indirizzo verso le scelte che localmente chi amministra i territori non ha a disposizione e che quindi rischia di operare in modo poco equilibrato.

A tal proposito serve anche costruire  un piano di controllo sanitario costante, attraverso una periodica verifica della immunizzazione sierologica tra i lavoratori delle strutture ricettive e visitatori, oltre che pianificare attraverso una valutazione del rischio epidemiologico facendo ricorso all’uso dei tamponi.

Insomma ci sono tutti i presupposti per contribuire alla costruzione di un nuovo brand che sia legato non solo purezza dell’aria e alla bellezza dei posti, ma anche alla loro sicurezza e che ci consenta di parlare di Sila posto più sicuro d’Europa.

Insieme possiamo farlo.