Sì a celebrazioni messe: tra prenotazioni on-line, confessioni all’aperto e gel igienizzanti, ecco come ci si organizza nelle chiese

In programma già a maggio matrimoni e battesimi

Non c’è gioia più grande della condivisione, dell’incontro, della preghiera comunitaria, degli sguardi che dopo tanto tempo tornano ad incrociarsi per sorridere insieme. Vivere la fede nella dimensione della reciprocità è motivo di letizia e dal prossimo 18 maggio, quando i sacerdoti potranno finalmente dire messa con il popolo, si potrà tornare a gioire nuovamente insieme. Dopo due mesi in cui i fedeli si sono trovati a pregare davanti ad un pc, nella solitudine delle proprie case, dove non è comunque mancato uno spazio per momenti di spiritualità condivisa, seppur a distanza, i sacerdoti della diocesi di Catanzaro – Squillace sono pronti a riceverli in chiesa nel rispetto di tutte le disposizioni anti-covid  vigenti, per non vanificare i sacrifici fatti fino ad ora, venendo incontro ai bisogni delle loro rispettive comunità. E allora, come si stanno organizzando le parrocchie? In che modo verranno ripensati gli spazi a disposizione? Come cambieranno le celebrazioni? Quali sono i sentimenti che accompagnano le comunità? Per rispondere a questi interrogativi abbiamo intervistato alcuni sacerdoti dei vari quartieri del capoluogo.

 

Servizio di prenotazione posto on line.

Per i fedeli della Parrocchia di Madonna di Pompei sarà disponibile un servizio di prenotazione posto on-line, basterà collegarsi sulla pagina Facebook della parrocchia per trovare il collegamento diretto alla piattaforma che con un semplice click consentirà di prenotare il posto per assistere alla messa: “Sarà consentita la prenotazione fino ad un massimo di 50 fedeli a celebrazione – ha spiegato Don Gaetano Rocca – una parte delle prenotazioni potrà anche essere fatta telefonicamente, una possibilità che abbiamo voluto riservare sopratutto agli anziani.” In questo modo solo chi avrà la prenotazione si recherà in chiesa, dove verranno occupati i posti in ordine di arrivo (dalle prime file alle ultime), mentre sempre con un certo ordine verrà regolamentata l’uscita (dalle ultime file alle prime), per limitare al massimo le interazioni. Termo-scanner e gel igienizzanti, acquistati con il contributo dei fedeli, insieme a rispetto di tutte le disposizioni previste garantiranno la partecipazione alla messa in sicurezza.

 

A maggio già celebrazioni di matrimoni e battesimi. Servizio d’ordine all’ingresso e obbligo di mascherina.

Tanti fedeli, anche in questo momento, non rinunciano a vivere i sacramenti. “Celebrerò il primo matrimonio a maggio – ha detto Don Francesco Brancaccio della Parrocchia di San Giovanni Battista – gli sposi non hanno rinviato il giorno del loro sì davanti al Signore, lo avrebbero fatto anche solo in presenza dei testimoni, ed ora sono felici di avere la possibilità di far partecipare alla funzione anche altri cari”. Un battesimo verrà invece celebrato da Don Rocca, sempre a maggio, nella parrocchia Madonna di Pompei. Entrambi gli ingressi alle celebrazioni saranno contingentati, tutto verrà fatto nel rispetto delle regole, perché questi momenti sono sì occasioni per gioire ma occorre essere sempre responsabili e avere rispetto l’un dell’altro: “Non dobbiamo essere spaventati ma attenti – ha proseguito Don Francesco – la chiesa di San Giovanni ha grandi spazi, ci atterremmo a tutte le disposizioni di sicurezza, provvederemo a sanificare l’ambiente, garantiremo un servizio d’ordine all’ingresso fatto da volontari e i fedeli dovranno collaborare indossando la mascherina per tutta la durata della celebrazione.”

 

Più celebrazioni la domenica e confessioni all’aperto.

“Per dare la possibilità a tutti i fedeli di partecipare in maniera scaglionata abbiamo pensato di celebrare 5 messe domenicali, tre al mattino e due tra pomeriggio e sera – ha affermato Padre Rocco Predoti del Sacro Cuore – la nostra chiesa è molto grande e non abbiamo problemi legati agli  spazi e alle distanze di sicurezza, in ogni caso qualora qualcuno dovesse rimanere fuori confidiamo nella collaborazione dei nostri parrocchiani e ci appelliamo al buon senso e all’educazione.” La scelta di fissare più messe la domenica è stata fatta nella maggior parte delle parrocchie per consentire la partecipazione a tutti i fedeli. Al Sacro Cuore è stato inoltre pensato uno spazio all’aperto dedicato alle confessioni: “Ci stiamo impegnando molto per accogliere i nostri fedeli adeguandoci al decreto, ma questo non ci pesa, e non vediamo l’ora di poter celebrare messa insieme alla nostra comunità.”

 

Nelle chiese di piccole dimensioni necessaria la collaborazione dei fedeli.

Sono le piccole chiese a dover fare uno sforzo maggiore per accogliere i fedeli in sicurezza: “Nella Chiesa di Montecorvino potranno entrare circa 20 fedeli a celebrazione – ha precisato Don Mimmo Concolino – certamente aumenteranno il numero di celebrazioni ed io ed i miei fedeli saremo anche ospitati nella chiesa del San Giovanni.” Il sacerdote non nasconde la gioia di poter celebrare messa con il popolo: “In questo lungo periodo abbiamo avuto l’opportunità di pregare nel silenzio, Catanzaro è stata come un grande monastero, ora possiamo finalmente tornare a pregare insieme, questo per noi è motivo di grande gioia.” E come sottolinea Don Vincenzo Moniaci della parrocchia San Francesco di Paola, dopo aver garantito sanificazioni e distanze minime, si potranno anche prendere ulteriori provvedimenti: “Ci regoleremo in itinere anche in base a quanti fedeli parteciperanno alle funzioni, siamo gioiosi di ritornare in chiesa insieme a tutta la comunità, in questi mesi abbiamo pregato insieme, ci siamo incontrati e confrontanti tante volte grazie alle nuove tecnologie, ma ora dal vivo sarà tutto diverso. Quello che chiedo ai fedeli è di avere pazienza e molto buon senso, sopratutto nelle piccole chiese come quella di rione Samà, dove parteciperanno soltanto una ventina di fedeli a messa, mi auguro poi che con l’arrivo delle belle giornate si possa avere l’opportunità di celebrare all’aperto. Abbiamo aspettato tanto questo momento e non vediamo l’ora di incontraci per pregare insieme – ha concluso – come i fedeli hanno bisogno di noi sacerdoti, anche noi abbiamo bisogno della loro presenza.”