I ministri mettono in mora le Regioni che non hanno comunicato monitoraggio dopo il 4 maggio, ma la Calabria non è tra queste

I numeri sono utili per valutare le aperture da lunedì 18 maggio

I numeri per ora sono dalla parte della Calabria come territorio e come ente. Restano ancora degli aspetti da chiarire in merito a questioni specifiche, come l’esito dei tamponi per chi è rientrato da altre regioni, ma sul monitoraggio complessivo del fenomeno emergenza Coronavirus, la Calabria non è tra le Regioni “morose”. Almeno stando al carteggio ufficiale tra il Governo e la Regione stessa.

Pare infatti che i ministri Boccia e Speranza siano stati costretti ad un sollecito scritto Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sardegna e Sicilia, poiché  non avrebbero comunicato le informazioni per il monitoraggio del contagio dopo le riaperture del 4 maggio 2020, relative agli Indicatori di processo sulla capacità di accertamento diagnostico, indagine e di gestione dei contatti. Il monitoraggio prevede

Percentuale di tamponi positivi escludendo per quanto possibile tutte le attività di screening e il “re-testing” degli stessi soggetti, complessivamente e per macro-setting (territoriale, PS/Ospedale, altro) per mese.  Tempo tra data inizio sintomi e data di diagnosi. Tempo tra data inizio sintomi e data di isolamento (opzionale).  Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale al contact-tracing.  Numero, tipologia di figure professionali e tempo/persona dedicate in ciascun servizio territoriale alle attività di prelievo/invio ai laboratori di riferimento e monitoraggio dei contatti stretti e dei casi posti rispettivamente in quarantena e isolamento.  Numero di casi confermati di infezione nella regione per cui sia stata effettuata una regolare indagine epidemiologica con ricerca dei contatti stretti/totale di nuovi casi di infezione confermati.