Covid-19 da problema ad opportunità per “ridisegnare” la città, ora o mai più

I commercianti si preparano alle riaperture, ma anche le Chiese e tutti i luoghi di aggregazione. Il Capoluogo di Regione però, al pari delle altre città, deve cambiare passo perchè la storia da scrivere è ora un'altra

Le temperature sono eccezionalmente calde per il periodo e l’immagine della città sembra essere quella di un agosto pieno e assolato.

Generico maggio 2020

Ma è il 16 maggio, tra due giorni, e soprattutto dopo due mesi, le comunità tutte si ritroveranno faccia a faccia con un realtà diversa. E le comunità sono fatte di rapporti, inevitabilmente mutati, scambi, soprattutto commerciali. Quelle cose date per scontate che per due mesi sono sembrate eccezionali.  Ma ora  c’è un prima e un dopo.  Un prima del Covid-19, che per molti commercianti, come ad esempio quelli dell’abbigliamento, significava terminare le vendite invernali e iniziare ad allestire quelle primaverili. E c’è un dopo, fatto di conti da far quadrare, di merce invenduta, di quella ordinata e non ritirata e perché no, anche di vetrine da allestire, quasi per far finta che possa tornare tutto come prima. Ma non sarà tutto come prima. Bisogna solo credere che tutto sarà diverso , forse anche meglio a lungo andare, ma non come prima.

Il Covid-19, il suo contagio veloce, le restrizioni a cui ha costretto il mondo intero sono stati un problema. Un grosso problema, dal punto di vista sanitario prima di tutto.  Dal punto di vista della gestione di un qualcosa di nuovo, sconosciuto e violento. Una guerra in cui non c’erano armi, né di attacco né di difesa, ma in cui è esistito una sorta di coprifuoco con , purtroppo, tante vittime.

Ecco il 18 maggio 2020 potrebbe forse segnare l’inizio di una tregua con questo nemico, e perché no, senza voler essere troppo ottimisti, Covid-19 potrebbe trasformarsi da problema in opportunità.

L’opportunità per una città che si ripensa, che supera gli steccati di principio e trova vocazione per crescere.

Se non ora quando fu uno slogan coniato qualche anno fa legato ad una campagna in difesa delle donne, traslato e modificato potrebbe diventare un ora o mai più.

Stop ai dibattiti infiniti su questioni che poi restano appese ed irrisolte.

I commercianti hanno bisogno di spazi anche all’aperto, l’amministrazione inizi a ridisegnare una città a misura di produttività e lo faccia sì con il consenso di tutti ma non sotto il “ricatto” dei soliti e pochi.

In Chiesa gli ingressi dovranno essere contingentati, allora  la Curia pensi di riaprire anche le Rettorie più piccole, nel cuore del centro storico, anche in orari diversi, per consentire a tutti di non affollarsi nei soliti luoghi, riscoprire meravigliosi angoli di città e poter praticare la fede.

Sono ovviamente piccoli esempi, riflessioni che vengono in mente ascoltando le voci preoccupate ma non arrabbiate dei commercianti, osservando quel gran lavoro che in questo sabato  di maggio stanno facendo per rendere i loro locali accoglienti e sicuri.

Ma se questo tempo non deve essere passato invano, allora non possiamo più permetterci neanche di far passare sotto traccia le riflessioni, anche quelle più piccole, perché Covid-19 non avrà vinto se solo da problema che è stato riusciremo a trasformarlo in opportunità