Indennità respinta perchè “Non risulta essere lavoratore stagionale” , eppure lavora da 5 anni

Lo sfogo di una giovane impiegata nel settore turismo che si è trovata senza attività e senza sostegno

di Marzia Berlingeri*

Egregio STATO/ egregio PRESIDENTE DEL CONSIGLIO,

Seppur consapevole che questa mia lettera possa essere ignorata, scrivo per mettere a conoscenza di un atto di ingiustizia che è doveroso venga denunciato.

Mi presento: Sono Marzia Berlingeri, ho quasi 23 anni e vivo in un piccolo paesino della Presila catanzarese, Petronà.

Se ho una virtù, è la curiosità.

Estroversa al momento stesso, ho l’attitudine  a conoscere nuovi posti, nuove  culture, cosi da intraprendere il mio sogno … iscrivendomi alla scuola alberghiera per studiare  e poter imparare.

La curiosità mi ha insegnato a non avere limiti e, comunque, a provare a superarli quando ci sono.

È così: uno spirito curioso si attrezza a vedere il mondo con lenti diverse, a non fermarsi di fronte a qualsiasi barriera, a scoprire angoli e sfumature nascoste, a non barricarsi in inutili convinzioni, a immaginare magari qualcosa che nessuno ha immaginato prima.

A vivere con passione, inseguendo anche i sogni delle favole.

Concludo cosi i miei 5 anni di studi e con tanti sacrifici mi diplomo in  accoglienza turistica.

Ospitalità, cortesia, attenzione al turista e capacità di metterlo a proprio agio, rispondendo ai suoi bisogni, magari facendogli venire voglia di tornare. Facendo così del turista in visita,  ma dovremmo dire “del nostro ospite” il miglior ambasciatore della nostra destinazione turistica e dei servizi che offriamo.

Tutto questo è fare accoglienza turistica.

Comincio da subito, fin da piccolissima età, all’età di 15 anni e  grazie alla scuola che frequentavo,vengo inserita in strutture balneari e villaggi turistici  come stagista.

Da qui il mio amore per il mio lavoro cresce sempre di più. Anno dopo anno ,esperienza dopo esperienza cresco umanamente e professionalmente, con tanto orgoglio aggiungerei.

Cosi arrivò il giorno tanto atteso.

Il mio primo contratto ufficiale di lavoro presso un villaggio turistico della Costa ionica catanzarese.

Da quel giorno,da quel contratto sono passati ben 5 anni di esperienza lavorativa presso le strutture balneari e villaggi turistici, nella cosiddetta categoria TURISTICA.

Oggi,purtroppo, tutti noi ci troviamo di fronte un’ immane emergenza sanitaria,sociale, economica,causa il covid-19.
Crediamo profondamente che la giustizia e la legge siano elementi basilari sui quali una società moderna e giusta si debba basare, al fine di garantire quella stabilità e benessere per tutti i suoi cittadini.

TUTTI, non solo quelli che pagano di più o si trovano ad avere l’ aggancio più forte.

Nonostante le garanzie da parte del premier Giuseppe Conte ,non tutte le indennità arrivano o per lo più nel mio caso,nonostante rispecchio in pieno i requisiti, vengo addirittura respinta con la dicitura:

“NON RISULTA ESSERE UN LAVORATORE STAGIONALE NEI SETTORI DEL TURISMO O DEGLI STABILIMENTI TERMINALI”.

Ebbene si ,respinta dopo ben 5 anni di lavoro svolto in servizi turistici. Tanta la rabbia,il senso di vuoto e di solitudine.

Mancanza di fiducia verso uno Stato che ci dovrebbe tutelare sempre,ma oggi ancora di più.

Gli italiani tutti, in questo difficile momento, oltre all’isolamento domiciliare  e sociale,stanno affrontando un ulteriore sacrificio: affrontare le spese quotidiane senza poter contare sullo stipendio.
Questo è ciò che inizia a mancare, il cibo. Non certo dai ripiani dei supermercati, ma dalle dispense di molti italiani. Le fasce più deboli,quelle maggiormente esposte dagli effetti collaterali della tempesta sanitaria.

IL PROBLEMA E’ REALE.
Del resto, molti non possono recarsi al lavoro e non hanno la possibilità di effettuare lo smart working, non è previsto per ogni tipologia di lavoro.

Ma questo che importa vero?!!!!

Ed io mi chiedo, anzi chiedo a VOI istituzioni, come deve fare un padre o una madre di famiglia di fronte a tutto questo silenzio, di fronte ad uno stato assente?

Allo stesso tempo mi convinco che fanno bene i giovani e non solo, ad andare via dal nostro Paese e non è affatto vero che chi scappa è un FANNULLONE come qualcuno di voi disse.

Sono fermamente convinta che il vero fannullone è lo Stato italiano che anziché aiutare,distrugge.

Siamo veramente stanchi di sentire le solite barzellette e di illuderci con le solite promesse mai mantenute.

Ma voi vi chiedete come può un giovane pensare ad un futuro? Se voi ce lo state levando ancora prima di immaginarlo. State distruggendo i propri sogni nella propria terra,dove si è nati accanto ai propri cari.

Tante le domande ma che come al solito con poche o senza risposte!!!

Inconcepibile pure quelle situazioni che non si vedono respinte le indennità, nonostante un lavoro per fortuna ce l’hanno. Chi, come me, che purtroppo un lavoro non ha invece aveva posto un briciolo di fiducia nei vostri cuori, svanita anche quella: indennità respinta con requisiti annessi ed inoltre e SOPRATTUTTO lavoro quasi assente per via dell’emergenza, ma non solo,assente per il resto dell’anno eccetto quei mesi stagionali; aiuti concreti pochi o  nulla.

La felicità è irrinunciabile per la Costituzione, ma troppe volte ce ne dimentichiamo.

Non dovrebbe mai accadere, eppure trascuriamo totalmente il nostro primo diritto costituzionale che non è tanto quello di avere un lavoro, ma quello di vivere una vita degna di essere felici.

Ora mi/vi chiedo:
Ripartiamo dai nostri sogni, è giunta l’ora.

*giovane di Petronà