La depressione è quel gran calderone dove tutto si rimescola prima della scelta e del cambiamento

Mauro Notarangelo rilegge e ripropone questo periodo della nostra storia collettiva nei termini degli effetti che ha avuto sulla nostra individualità

di Mauro Notarangelo*

La pioggia di colori fece risplendere sul paese il sorriso, e il Folle, con la foto nelle mani, si avviò verso casa. Fu lungo la stradina che incontrò una Statua nobile e tragica, concepita con sul volto una Grata di ferro, come fosse il frutto d’una gabbia di pensieri che la tenesse in ostaggio e con in mano uno specchio a rifletterne il volto recluso.

Ogni Uomo ha il suo Rebus d’Identità!

Si soffermò a contemplarla e pensò: “Ogni Uomo ha il suo Rebus d’Identità!” e proseguì il suo cammino, quando vide in cielo una Stella e sull’uscio di casa una donna dal viso sofferente, avvolto in un velo d’inquietudine.

– Cosa accade? – Le chiese il folle

– Sono Depressa! – rispose Adalgisa stringendosi il petto con le mani.

…la tua Identità è stata costruita e modellata dallo sguardo, dai pensieri e dalle aspettative altrui.

– Capisco! – disse il Folle invitandola a sedersi e ascoltare! – Sai cos’è la  Depressione? Ti sei chiesta chi sei veramente e quali specchi hai usato per guardarti? Sappi che “l’Identità è un dono sociale!” e la tua Identità è stata costruita e modellata dallo sguardo, dai pensieri e dalle aspettative altrui… e ora dimmi: quali pensieri ti passano per la testa? –

Non ce la faccio!Mi sento una fallita! Ho tanti sensi di colpa! Non mi sento all’altezza! Sento di perdere tempo! Mi sento inadeguata!… –

 Le parole pronunciate dalle persone che si son presi cura di te, potrebbero esser state dei chiodi che si son conficcati nella carne a fissare la tua Identità

– Ok, ok! – interruppe il Folle – e continuò – Fin da bambina dovrai spogliarti di quei condizionamenti che hanno modellato i tuoi tratti che potrebbero non appartenerti. Accadrà un giorno che acquisirai Consapevolezza e dovrai disincarnare le parole che ti sono state inflitte. Le parole pronunciate dalle persone che si son presi cura di te, potrebbero esser state dei chiodi che si son conficcati nella carne a fissare la tua Identità e a modellare i tuoi comportamenti, sicché, quei chiodi si son trasformati in Convinzioni che ti sarai ripetuta come un mantra ogni giorno, e allora avrai sancito il tuo fallimento e scolpito la tua condanna e il tuo cammino sarà stato irrimediabilmente segnato.

– Ma Io sto male! – Interruppe Adalgisa, aggiungendo – e ancor di più con questa clausura! –

– Perché non s’insegna a deprimersi? – rispose senza esitazione il Folle chiarendo – Senza depressione non avremmo adattamento e senza adattamento non avremmo cambiamento, e senza cambiamento periremmo tutti. Senza depressione non avremmo nascita. Pensa alla pancia che si deprime dopo il parto. Lo puoi chiamare Male Oscuro! ma senza l’Oscuro non avremmo la Luce! –

Pian piano che il Folle parlava, i ragazzi si riassiepavano in cerchio ad ascoltare il  vociare di un saggio come se sentissero musica.

La depressione è un gran pentolone dove tutto si rimescola, ed occorre fermarsi per riconnettersi

– La depressione è un flusso tragico che ti servirà a rimescolar la tua Identità! – continuò il Folle – Come farai a riscoprir te stessa e ricostruirti se non scenderai per quelle valli? Solo attraversando la notte troverai la luce di un nuovo giorno. La depressione è un gran pentolone dove tutto si rimescola, ed occorre fermarsi per riconnettersi. L’Umore è una sinusoide, e sappi oscillare in questo fluttuare, non aver timore! Certo sarà una Via frastagliata di dolore, ma solo attraversandola ne uscirai Viva.

sarà il momento della Scelta del Cambiamento. Punta sulla Consapevolezza del Vuoto e del Silenzio!

Ricordati, però, che quando andrai giù dovrai portare con te il pensiero delle Opportunità. So che proverai sensazioni tristi e non avrai voglia di far nulla, e tutto ti sembrerà senza senso e ti farai prendere dalla noia, e il tempo ti sembrerà infinito e gli spazi ristretti e proverai vuoto, e dipingerai il tuo volto d’angoscia. Accadrà! Non fuggire! Sarà il momento in cui avrai bisogno della tua Creatività, sarà il momento in cui avrai bisogno della vicinanza delle persone che ti hanno sempre amato, sarà il momento della Scelta del Cambiamento. Punta sulla Consapevolezza del Vuoto e del Silenzio! Proverai un sobbalzo al cuore, e se dovessi aver paura o ansia, falli entrare, falli accomodare, trattali come tuoi amici, ed offrigli la tua Consapevolezza.

le Identità Immaginate vivranno senza fili! e accadrà quella magia di sentirti “Uno Nessuno e Centomila” nello stesso istante

Scoprirai che ci saranno molte più parole in un silenzio che in un libro! e molti più spazi in un vuoto che nell’intero mondo. E quanta meraviglia in quell’atto di nascita! Rimescolerai i tuoi pensieri, le tue convinzioni, rimescolerai i tuoi valori, e quando questo accadrà, avrai già rimodellato il “Chi credi di essere”, sarai divenuta quella persona che hai sempre sognato di diventare. Se vuoi, la potrai chiamare: Poesia d’Autore! e quell’autrice sei tu! Potrai scegliere la strada che vorrai, magari sceglierai la stessa strada di prima, magari no, di certo, avrai irrorato la tua Consapevolezza, sarai salita nella stanza dei giochi e avrai risistemato i pupazzi: perché, da quel momento in poi, le Identità Immaginate vivranno senza fili! e accadrà quella magia di sentirti “Uno Nessuno e Centomila” nello stesso istante, senza che ti possa perdere negli abissi del nonsenso, perché avrai capito che il vero Senso sei Tu! Sappi che, colui il quale non saprà piangere non saprà separarsi, e colui il quale non saprà deprimersi non saprà congiungersi. Avrai rimodellato la costellazione dei Valori, cosicché, potrai utilizzare le stesse parole ma con differenti significati, e sarai Grata a te stessa di aver tolto la Grata di ferro dal viso. Avrai disincarnato le parole fatte corpo! –

D’un tratto il volto di Adalgisa cominciò a lacrimare e il Folle, semplicemente, come fosse la cosa più naturale del mondo, l’abbracciò, e poi continuò

La Città vive perché le sue arterie pulsano. Per andare nella piazza della Felicità devi passare per la gran Via della Depressione. Occorre giungere alla Statua dell’Io.

– Pensa ad una città e alla sua segnaletica. La Città vive perché le sue arterie pulsano. Per andare nella piazza della Felicità devi passare per la gran Via della Depressione. Occorre giungere alla Statua dell’Io. Troverai la Statua di te stessa. Sappi, però, che non potrai mai guardare negli occhi la Statua senza aver attraversato il giardino dei Sogni. Per costruire la tua identità dovrai risolvere il tuo Rebus e, dunque, la dovrai prima immaginare! e allora tuffati nell’acqua della tua fantasia. Vedi quell’acqua piovana colorata nella pozza? Sta lì la fantasia, cospargiti il capo ed il cuore e lasciati andare. Oltre quel giardino troverai la Persona che hai sempre desiderato di essere.

Se i Sogni son argilla, scolpisci chi vorrai diventare. Usa le mani e comporrai azioni!

Nella Città del tuo Io troverai tutte le Vie del mondo, troverai la Via del Tempo con le sue arterie del passato, del presente e del futuro, troverai la Via dello Spazio, troverai la Via della Gioia, della Paura, dell’Ansia, della Rabbia, del Dolore e giungerai un giorno nella piazza della Felicità! e allora potrai goderti la Statua che avrai realizzato. Senti  la brezzolina che si è alzata, e che bella frescura che porta? – concluse il Folle, e poi, stette lì ad ascoltare il silenzio, e guardò la Stella e gli venne in mente che “Ogni uomo ha il suo Rebus da risolvere: la sua Identità!

I ragazzi erano affascinati dal racconto e stavano ancora ad ascoltare in silenzio. Adalgisa  piangeva, forse non si era mai data il permesso di piangere con il cuore. Fu in quell’istante, quando comprese che le lacrime possedevano il gusto prezioso della rinascita e che in ogni lacrima si specchia il viso del futuro, che accennò un sorriso e sciolse il corpo, ruppe le catene, e guardando negli occhi il Folle disse: “Grata”!, mentre nel cielo limpido, non tutti s’accorsero, che la Stella splendeva di più e la Statua per la via aveva perso la sua “Grata” di ferro. Quel volto era finalmente Libero di viversi le Identità immaginate!

la Libertà è un bene supremo come la Felicità, e che la Felicità si nasconde nella possibilità della Scelta di viverla

Adalgisa era felice e sorrideva con lacrime di gioia, perché aveva sciolto il Rebus che era nascosto nell’etimologia del suo nome… Adalgisa!: “Nobile Ostaggio!”. Comprese finalmente che non si sarebbe più sentita Ostaggio del  propri pensieri, che non avrebbe mai ripetuto a se stessa: Non ce la faccio!Mi sento una fallita! Ho tanti sensi di colpa! Non mi sento all’altezza! Sento di perdere tempo! Mi sento inadeguata! e che la Libertà è un bene supremo come la Felicità, e che la Felicità si nasconde nella possibilità della Scelta di viverla, come la Libertà, e che entrambe si celano dietro quelle Identità Immaginate che hanno solo voglia e il diritto di Vivere!

Adalgisa si mise a correre, correre, fino alla Statua. Prese la “Grata” di ferro caduta in terra, e la lanciò nel fiume. Poi fece un grande respiro, la guardò negli occhi e vide finalmente un Volto nuovo che non aveva mai visto prima, nè immaginato.

Adalgisa aveva attraversato il giardino dei sogni. Fu proprio allora che si guardò nello specchio che teneva in mano la Statua, e vide in riflesso la Stella che brillava nel cielo. Era Lei finalmente, e parte di un tutto! Chiuse gli occhi e sorrise… facendo spallucce!… quasi a danzar nel giardino dei sogni con tutte le sue… Identità Immaginate!

*Medico psichiatra psicoterapetuta