“Niente contributo fondo perduto a professionisti perchè non sono imprese? Una grande balla”

Dura presa di posizione di Salvatore Saccà già presidente ordine ingegneri della provincia di Catanzaro e delegato provinciale Inarcassa

Non posso fare a meno di intervenire su una questione di notevole interesse che riguarda la libera professione e conseguentemente gli esercenti tale attività, cioè i liberi professionisti. È di questi giorni la discussione relativa all’approvazione del Decreto cosiddetto del Rilancio nella parte in cui estromette i liberi professionisti dal contributo a fondo perduto che secondo il MEF, tramite il suo ministro, “non sono da considerare imprese in quanto sono persone”. È un’enorme balla per non qualificarla con altro più stringente ed appropriato vocabolo. Hanno fatto bene e continuano a farlo i massimi rappresentanti del variegato mondo delle categorie professionali a protestare per questa irragionevole e assurda decisione che non trova giuridicamente supporto alcuno, anzi al contrario denota ignoranza crassa ed incompetenza sia a livello di norme comunitarie che nazionali. Ha ragione il Presidente di INARCASSA Giuseppe Santoro nel definire questa insensata decisione come” l’ennesima prova di insipienza istituzionale che danneggia una parte rilevante del tessuto produttivo del Paese”. È da più tempo che l’Unione Europea ha classificato l’attività professionale come attività economica e quindi impresa. L’Italia in ritardo, non è una novità, rispetto agli altri paesi appartenenti alla UE ha recepito questa Raccomandazione nel 2013, inserita nel Regolamento Ue, nella legge di Stabilità del 2016 al comma 821 dell’art.1come sotto riportato:
LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 ( alias Legge di stabilita’ )
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016). Entrata in vigore del provvedimento: 1/1/2016
Art.1 comma 821
821. I Piani operativi POR e PON del Fondo sociale europeo (FSE) e del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), rientranti nella programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020, si intendono estesi anche ai liberi professionisti, in quanto equiparati alle piccole e medie imprese come esercenti attivita’ economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, dal titolo I dell’allegato alla raccomandazione 2013/ 361/CE della Commissione, del 6 maggio 2013, e dall’articolo 2, punto 28), del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, ed espressamente individuati, dalle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione imprenditorialita’ 2020, come destinatari a tutti gli effetti dei fondi europei stanziati fino al 2020, sia diretti che erogati tramite Stati e regioni.”
Come è notorio soprattutto agli addetti ai lavori, quale dovrebbe essere il ministro ed il suo esperto entourage, il Regolamento dell’UE è norma imperativa per tutti i paesi membri, al di là del fatto che la suddetta equiparazione deella libera professione è attività economica, impresa. Il COVID19 ha provocato e sta provocando danni enormi a tutti, commercianti, aziende,imprese,professionisti e famiglie, ma è un virus immateriale, non si vede, non parla col quale non si può interloquire, espleta semplicemente la sua attività “letale”, ma ancor di più di esso c’è l’incompetenza di chi governa e “l’insipienza istituzionale” che può fare ancor più male. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.
Ing. Salvatore Saccà
già presidente ordine ingegneri della provincia di Catanzaro e delegato provinciale INARCASSA