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Domus Aurea operatori chiedono di far rientrare gli anziani nella residenza e loro a lavoro

Inviato un esposto alle autorità competenti

Non accenna a spegnersi la vicenda che riguarda la Domus Aurea, la residenza per anziani di Chiaravalle diventata tristemente simbolo di tutta la drammaticità del Covid-19. Sono i lavoratori questa volta che si sono rivolti ad uno studio legale il quale, presi carta e penna si è rivolto fino al ministero, oltre che agli uffici territoriali di rappresentanza per esporre un’altra drammatica conseguenza.

Salvatore Giunone nel suo esposto, presentato in nome e per conto dei lavoratori, scrive: “Sono ben note, o tali dovrebbero essere, le tristi vicende legate all’emergenza sanitaria Covid 19 che hanno, purtroppo, coinvolto gli Ospiti della struttura “Domus Aurea” di Chiaravalle Centrale  e pertanto ci si esenta dal ripercorrerle. La struttura, in data 06.04.2020 è stata oggetto di accurata Ispezione igienico-sanitaria ad opera dei Carabinieri dei NAS , i quali non hanno riscontrato nè carenze, né rilevato criticità alcune, né, tantomeno, hanno impartito prescrizioni di sorta. Circostanze che evidenziano la idoneità della stessa a proseguire la propria attività recettiva. Ciò nonostante, la struttura è risultata destinataria di un provvedimento di sospensione apparentemente motivato dall’esigenza di compiere imprecisate e anacronistiche ulteriori verifiche in ordine alle generiche ed imprecisate condizioni della stessa, provvedimento che, sembrerebbe sorretto più da ragioni mediatiche che da valide argomentazioni giuridico fattuali scaturite dalla inadeguatezza della gestione emergenziale ad opera degli Enti competenti.

ANCORA NESSUNA RESPONSABILITA’ E’ STATA ACCERTATA

Difatti, per quanto ci consta, non risulterebbe, allo stato, accertata, anzi neppure contestata, alcuna forma di responsabilità per quanto avvenuto, in capo alla direzione della struttura, né tantomeno, in capo ai dipendenti totalmente abbandonati a sé stessi da tutte le Istituzioni. Non è certo questa la sede opportuna, né compito di chi scrive, accertare eventuali responsabilità della vicenda, ai vari livelli, anche in considerazione delle indagini scaturite da rispettivi esposti e querele che certamente non giovano né ai dipendenti, che allo stato sono posti in regime di cassa integrazione, né, soprattutto, agli indifesi e inascoltati ospiti della struttura. È difatti di questi ultimi che ci si dovrebbe adeguatamente occupare, tenendo conto di quelle che sono le loro reali volontà. Gli stessi, insistentemente, contattano, anche per il tramite dei propri familiari, i dipendenti della struttura chiedendo loro di poter fare ritorno presso la loro casa, individuando quest’ultima nella residenza della “Domus Aurea”, per riacquisire la serenità perduta nei continui spostamenti generati dall’inadeguatezza di chi ha incautamente “gestito” l’emergenza.

 

LO SCONTRO NON PALESATO CON VILLA TORANO

I “nonnini” chiedono con forza di poter riappropriarsi della loro quotidianità, in quell’ambiente “familiare” tanto caro, fatto di una continua e premurosa cura, di rapporti umani veri e sinceri instaurati con le assistenti, di attività di svago, ludiche e spirituali che consentivano lo svolgimento di una vita serena ed equilibrata. Gli scriventi, mio tramite, orgogliosi di aver contribuito, attraverso la loro opera, a rendere la struttura per cui lavorano, una struttura di eccellenza sul territorio, vogliono e pretendono di dar voce ai loro “nonni” non potendo in alcun modo accettare che nell’ambito del medesimo territorio regionale, contrariamente a quanto verificatosi alla “Domus Aurea”, a fronte della stessa situazione di emergenza verificatasi in altre strutture, la prontezza di intervento da parte degli Enti preposti, la predisposizione di tempestive misure volte a preservare l’ambiente “domestico” degli ospiti, consentendo loro di permanere presso lo stesso, nonostante l’emergenza in atto, si risolvesse in una disparità di trattamento tra i nonni calabresi meritevoli tutti dei medesimi diritti e delle stesse garanzie costituzionali.

FAR RIENTRARE OSPITI E LAVORATORI

Non pare accettabile che, la manifesta inadeguatezza della macchina burocratica e l’esistenza di inconsistenti beghe, per cosi dire “amministrative”, prive di concretezza, che, suo malgrado, la Struttura sta cercando di affrontare su più fronti, possano incidere negativamente sugli ospiti della stessa. Senza tuttavia, considerare che, il protrarre di questa situazione di incertezza si ripercuoterà inevitabilmente anche sui diritti dei lavoratori medesimi a conservare il proprio posto di lavoro. Per tali ragioni, i lavoratori  nel dichiararsi pienamente disponibili a rientrare immediatamente in servizio, muniti di tutti i dispositivi di sicurezza anti Covid,  chiedono alle istituzioni , ciascuno per quanto di competenza, a voler immediatamente adottare ogni opportuno provvedimento, affinchè i degenti già Ospiti della struttura “Domus Aurea”, previo loro consenso, possano essere ricondotti all’interno della stessa nel pieno rispetto dei protocolli sanitari.”