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San Vitaliano è il patrono di Catanzaro ma l’opera che ne ricorda il “patrocinio” è a Reggio Calabria

L'osservatorio per il Decoro Urbano chiede l'immediato intervento del Vescovo

Riceviamo e pubblichiamo la nota a forma del presidente dell’associazione Osservatorio del decoro Urbano 

La religiosità popolare dei catanzaresi tramanda che San Vitaliano, patrono di Catanzaro, sia anche protettore degli stranieri. Ma che, addirittura, il Santo andasse ad esercitare a domicilio il suo patrocinio non si era mai sentito.

Eppure è quello che sta accadendo da un po’ di decenni a questa parte, da quando, cioè, i frati cappuccini hanno staccato la bellissima ed imponente tela raffigurante “Il patrocinio di San Vitaliano” dalle pareti della Chiesa del Monte dei Morti e della Misericordia di Catanzaro e l’hanno trasportata al convento francescano dell’Eremo di Reggio Calabria.

Interrogarsi sul perché San Vitaliano stia ancora in riva allo Stretto è legittimo per i fedeli catanzaresi, e dovrebbe esserlo ancor di più per l’arcivescovo della Diocesi di Catanzaro, ma anche e soprattutto per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria, per la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Calabria, per l’Ufficio Diocesano di Catanzaro per i Beni Culturali Ecclesiastici e per il Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che fin dal 22 febbraio 2020 sono stati allertati con apposite missive del Comitato pro Monte di Catanzaro affinché esercitino la dovuta vigilanza in ordine ad eventuali movimenti di patrimonio storico-artistico riferibile al Convento e alla Chiesa del Monte di Catanzaro – di cui il Capitolo Provinciale di Calabria dell’Ordine dei Frati Minori cappuccini ha decretato la soppressione – chiedendo la restituzione delle opere e dei beni culturali che risultassero essere spostati altrove e, nel contempo, la restituzione di alcune tele che attualmente, non si sa per quale misterioso motivo, si trovano nel convento dei frati a Reggio Calabria, tra cui proprio la maestosa (cm. 240 x 170) opera dipinta e firmata nel 1746 dal maestro catanzarese Vitaliano Alfì che ritrae il Santo Protettore nel gesto di affidare alla benevolenza della Madonna Assunta in Cielo la città di Catanzaro, della quale è raffigurata una significativa e fedele veduta dell’epoca.

Ad oggi, in mancanza di notizie di provvedimenti adottati dalle predette istituzioni, cresce la preoccupazione per la sorte del patrimonio librario, archivistico e storico-artistico del Convento dei Frati Cappuccini e della annessa Chiesa del Monte dei Morti e della Misericordia in Catanzaro che, come noto, è formato da beni di rilevante pregio (ori, argenti, tele, statue, arredi e suppellettili, tessuti e damaschi in seta catanzarese, documenti d’archivio, opere manoscritte, preziose e rare cinquecentine, seicentine e volumi di epoca posteriore) che si sono accumulati nel corso dei secoli e che sono intimamente connessi con l’identità religiosa, storica e culturale della città di Catanzaro, della quale concorrono a formarne il patrimonio immateriale.

E’ per queste motivazioni, oltre per quelle non marginali di carattere normativo e legale che speriamo non debbano scendere in campo, che riportare tra le mura cittadine il quadro di San Vitaliano riveste un significato simbolico di straordinario valore per la comunità dei fedeli della città di Catanzaro, alla quale da tanti anni – e non è dato sapere per quanti altri ancora – è negata la possibilità di pregare nella propria chiesa cattedrale. L’Arcivescovo, dunque, che non è riuscito ad evitare la chiusura del convento dei frati cappuccini, si adoperi per far ritornare in città ciò che le appartiene.