Coronavirus, botta e risposta tra Codacons e i ristoratori di Catanzaro del Corc

Da un lato il Coordinamento fa causa alla Cina, dall'altro si chiede a Di Lieto di occuparsi del "grande aumento dei prezzi di generi alimentari"

Da un lato il Codacons da sempre impegnato nella sue battaglie a favore dei consumatori, dall’altro il Corc, Comitato ristoratori Catanzaro. Inutile dire che al centro del botta e risposta ci sia la pandemia, l’emergenza creata dal Coronavirus, la recente quarantena appena finita e la fase due dell’emergenza Covid-19 affrontata dalle due realtà certamente in modo diverso.

E’ di sabato 30 maggio l’ultima nota di Francesco Di lieto, relativa all’iniziativa del Coordinamento di cui è vicepresidente nazionale: Parte la prima causa pilota per danni da coronavirus. Ad avviarla il Codacons, per conto di una giovane casalinga, che prima ha perso la madre a causa del Covid-19 e poi, dopo essere risultata positiva al virus, è stata ricoverata ed intubata per gravi complicazioni polmonari, e tuttora è costretta a sottoporsi a controlli e visite periodiche.
“Con tale azione – spiega il Codacons – si chiede il risarcimento dei danni subiti dalla donna a causa del contagio sia sul fronte del danno biologico, per il periodo di ricovero ed intubazione, sia su quello del danno non patrimoniale, per lo stress subito a causa del contagio che ha portato la signora a vivere in un costante stato di paura e che ancora oggi la limita negli spostamenti e nelle relazioni interpersonali.  Il risarcimento viene richiesto alla Repubblica Popolare Cinese in ragione di due diversi profili di responsabilità che hanno portato alla diffusione de contagio e, di riflesso, al contagio della povera donna:

a) Commercializzazione di animali selvatici all’interno del wet market di Wuhan, dove vengono tenuti animali vivi che, al momento della vendita, sono uccisi e macellati sul posto e, molto spesso, tra questi animali vi sono specie selvatiche la cui commercializzazione è vietata. È il caso del pangolino protetto da norme a livello internazionale e che, secondo alcuni studi, potrebbe essere la fonte del contagio tra animale e uomo.
b) Ritardo ed omissioni nella comunicazione dell’esistenza di casi di polmonite a causa sconosciuta. Vi sono studi e documenti dai quali emerge che i primi casi di contagio risalgono già a novembre, ma la comunicazione ufficiale della Cina all’OMS è del 31 dicembre. In tal modo si è permesso che il virus circolasse al di fuori dei confini cinesi e si estendesse in tutto il mondo.

La gravità delle condotte poste in essere dalla Cina è elemento fondamentale per l’affermazione della giurisdizione del giudice italiano sulla controversia – scrive il Codacons nell’atto – La Corte Costituzionale con la sentenza numero 238 del 22 ottobre 2014 ha sancito che i principi inviolabili della persona presenti nel nostro ordinamento costituiscono “controlimiti” ai principi internazionali e, per l’effetto, l’immunità giurisdizionale degli Stati non può trovare applicazione dinnanzi ad atti riconducibili a crimini contro l’umanità ed atti lesivi dei diritti inviolabili e della dignità stessa della persona umana.

A settembre si terrà la prima udienza nel corso della quale i giudici dovranno accertare se le condotte della Repubblica Popolare Cinese abbiano comportato la diffusione del virus che ha contagiato anche l’attrice cagionandole danni biologici e morali. Condotte che, secondo il Codacons, ledono il diritto alla salute inteso quale diritto inviolabile dell’individuo e configurano la giurisdizione del giudice italiano dinnanzi al quale viene esercitata l’azione di risarcimento danni.

Questo il Codacons che in questo periodo ha mostrato particolare attenzione alla tematica del coronavirus ed ai suoi effetti sulla società. All’ultima nota, in ordine temporale, risponde il Corc, Comitato ristoratori Catanzaro.
“Non abbiamo la certezza – scrive il Corc – ma qualche dubbio lo nutriamo. Il Vice Presidente Nazionale del Codacons potrebbe ambire ad essere il prossimo candidato a sindaco della nostra città. Un giorno nelle vesti di giustizialista, un altro ancora nelle vesti di sceriffo occupa senza beneficio dei consumatori (quindi anche noi) le testate di tutti i quotidiani cartacei e on line locali. Schierandosi un giorno con i qualunquisti l’altro coi giustizialisti, e l’altro ancora dispensando terrore a più non posso. Facile è occupare le pagine dei giornali più difficile è trovare soluzioni, proporre, essere costruttivi. Facile è demonizzare senza conoscere, senza approfondire, senza aver vissuto. Perché la sua ultima uscita sulla “movida”, terminologia fin troppo abusata dai politici e dai raccattatori di voti, è un po’ come sparare sulla croce rossa in tempi di guerra. Riversare la responsabilità sui locali, finalmente, aperti, e sulle ipotetiche omissioni delle forze dell’ordine sui controlli è riduttivo del ruolo che l’autorevole associazione ricopre a livello nazionale. Sono, invece, trascorsi 15 giorni, e i numeri della pandemia parlano chiaro: “ZERO CONTAGI”. La matematica non è un’opinione e non può e non deve lasciare spazio all’interpretazione. I numeri dicono che le restrizioni e le prescrizioni sono state e vengono rispettate, sia all’interno dei locali che nelle aree aperte o antistanti i locali. Abbiamo notato sin da subito da parte di giovani e meno giovani l’utilizzo dei Dpi quando non si possa mantenere la distanza di un metro. Pertanto, invitiamo, il preparato Avv. Di Lieto ad occuparsi di problematiche più interessanti e più preoccupanti come per esempio il grande aumento dei prezzi di generi alimentari frutta e verdura, guanti e mascherine, alcool e materiale per sanificare, oppure si affianchi alle nostre battaglie per garantire un futuro a migliaia di famiglie catanzaresi. Noi siamo a disposizione per battaglie comuni nell’interesse della città senza alcun fine politico all’insegna della fiducia”.