Rinascita – Scott: Pittelli accusa Tremonti, “Intascava 5 milioni ad emendamento”

Intercettazioni riprese da Il Fatto Quotidiano, l'ex ministro minaccia querela e danni morali

Il penalista Giancarlo Pittelli, personaggio di spicco dell’operazione della Dda di Catanzaro denominata Rinascita – Scott, passa alla cronaca per un’inchiesta del giornale Il Fatto Quotidiano che riprende intercettazioni dello stesso penalista , accusato di essere personalità vicina al clan dei Mancuso, mentre parla durante un pranzo a Soverato con Marcella Tettoni, consigliere comunale di Pisano in provincia di Novra, arrivata a Catanzaro nelle vesti di amministratrice di aziende del Nord.

I due parlano dell’affare Copanello, il progetto di un complesso alberghiero che doveva sorgere nel comune di Stalettì (poi sfumato). Qui, una conversazione viene intercettata dagli inquirenti: «Ti posso raccontare soltanto – si sfoga Pittelli – che quando stavo in Parlamento e votavamo le leggi… c’era Tremonti che si faceva pagare gli emendamenti, lo sai… Non lui direttamente, ma Milanese». Chi sia, non viene delineato. In base alla ricostruzione de Il Fatto potrebbe trattarsi «di Marco Milanese, consigliere e braccio destro dell’ex ministro dell’economia». Ma la posizione di quest’ultimopotrebbe essere al vaglio di un’altra Procura.

Il nome di Tremonti ritorna qualche settimana dopo durante un pranzo tra Pittelli e la cosca. Intanto l’ex ministro replica facendo sapere che “Farò una citazione e richiesta di risarcimento danni nei suoi confronti. Applicherò la stessa tariffa che mi accusa di aver adottato per gli emendamenti: gli chiederò 5 milioni di euro che poi devolverò alla lotta al Covid-19».