Borgia, Fiamma Tricolore raccoglie il grido preoccupato dei piccoli commercianti

Altra richiesta, questa si prettamente locale, è quella di “riposizionare” il mercatino del sabato lungo Corso Mazzini

Sempre in prima linea sul tema di sempre maggiore attualità che è l’immanente crisi economica – nata dal diffondersi della pandemia ma concretizzatosi “grazie” alla evidente ed ormai conclamata incapacità di chi dovrebbe gestirla (governo, task forze, Inps, “esperti” in branche di medicina ed ospitate televisive, burocrati e rappresentanti istituzionali vari) a tutti i livelli e che non riesce ad andare oltre le vane promesse di miliardi di €uro stanziati per farvi fronte ed irrimediabilmente destinati a restare nei cassetti dei sogni di milioni di Italiani o, al massimo, nelle casse dei vari enti che avrebbero il compito di erogarli ai tantissimi che ne hanno disperato bisogno per riuscire a riaprire e risollevarsi dagli effetti nefasti di questa pessima gestione economica del “dopo Corona virus” – la Segreteria Provinciale del MSI-Fiamma Tricolore raccoglie oggi il grido accorato dei tanti piccoli commercianti – nella fattispecie di Borgia, solo perché è quello a me personalmente più vicino e che meglio conosco e sento, ma che è lo stesso che oggi sale dall’intera provincia di Catanzaro, da ogni parte della Regione Calabria e da tutta Italia – che hanno bisogno, per come andiamo dicendo da appena dopo l’inizio della pandemia, di interventi ed erogazione di una massa di liquidità così grande da paragonarsi ad uno tsunami, e ne hanno (avevano) bisogno fin da subito per cercare di salvare aziende ed attività che danno da vivere dignitosamente non solo a loro ma a decine di milioni di altre famiglie e, quindi, all’intero sistema economico nazionale. Ciò non è stato e tutti noi siamo destinati a pagarne amaramente le conseguenze!

Atteso tutto quanto sopra ad oggi, e nell’improbo tentativo di salvare il salvabile – scrive Lorenzo Scarfone –  chiediamo al Sindaco di Borgia che fine hanno fatto i 10.000 € (diecimila euro) strombazzati mesi fa come un primo piccolo aiuto alle attività commerciali del paese?  Risorsa questa veramente esigua ma che ad oggi avrebbe fatto certamente comodo, soprattutto in considerazione della pratica impossibilità, per non più del 5% delle attività cittadine pari a n°  2 (due) soli operatori, di poter accedere ai 2.000 € a fondo perduto previsti dal Decreto “Riapri Calabria”, che andrà a rafforzare solo le attività che ad oggi risultano “più benestanti avendo tutti i conti in attivo” e continuando a discriminare nuovamente la maggior fascia, quella debole dell’economia locale e regionale.

Altra richiesta, questa si prettamente locale, è quella di “riposizionare” il mercatino del sabato lungo Corso Mazzini di Borgia, sua sede storica, rispetto all’allocazione periferica e marginale attualmente prevista che, oltre ad aumentare un vistoso assembramento, non consente alle tante attività “indigene” poste lungo il centrale Corso Mazzini di godere più compiutamente dei benefici dell’attività economica che si tenta di rimettere in moto, usufruendo anche dell’accesso della gente proveniente, nell’occasione, dai paesi limitrofi.  Inoltre si chiede che anche il settore ortofrutticolo e alimentare venga nuovamente sistemato in prossimità di villa Pitaro, sia per usufruire di uno spazio più ampio che per scongiurare quel doppio senso di circolazione, ovviamente sfruttando il percorso alternativo e parallelo dei corsi principali analogamente a quanto previsto per le giornate della fiera cittadina, visto che il tratto interessato attualmente risulta sicuramente poco sicuro.