Il patrimonio ambientale calabrese la spinta green per una regione più equa e giusta

L’intervista ad Anna Parretta neo Presidente Legambiente – Calabria

Sono state sufficienti poche domande al neo eletto Presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta, per capire l’impegno e la passione che c’è dietro quest’associazione, nel contribuire a rendere la Calabria una terra sempre più attraente ed un territorio dove l’illegalità possa essere soppiantata da giustizia ed equità. Nell’intervista il Presidente ha parlato delle battaglie intraprese negli anni sul territorio catanzarese senza tralasciare i temi che coinvolgono l’intera regione. Interessante è la riflessione sul binomio benessere-ambiente, rapportata al delicato momento di emergenza sanitaria, e l’analisi delle azioni che è necessario portare avanti per attuare percorsi virtuosi  che possano valorizzare e tutelare il grande patrimonio ambientale calabro.

 

Presidente, quando è iniziata la sua esperienza in Legambiente?

Ho iniziato ad occuparmi di temi ambientali negli anni 90’, e sono entrata in Legambiente dapprima come volontaria nel circolo di Catanzaro, poi offrendo le mie conoscenze legali e divenendo membro della CEAG di cui ne ho assunto successivamente la Presidenza. Ho sempre voluto dare il mio contributo perché credo che ogni cittadino debba dare un apporto concreto per costruire una società migliore, la nostra regione merita tanto e c’è bisogno di condividere e contribuire alla crescita sana dei nostri territori, e proprio a ridosso dei festeggiamenti del 2 giugno voglio sottolineare quanto sia essenziale la partecipazione democratica per la crescita della regione. In tutti questi anni ho sposato la causa di questa associazione puntando al raggiungimento dei suoi obiettivi, mi sono occupata tra le altre cose di tante delicate problematiche del territorio catanzarese come la questione dell’ecomostro di Copanello, quella della discarica Battaglina e l’importante e complicato tema del depuratore di Catanzaro e  più in generale della questione della depurazione delle acque di tutto il territorio regionale.

Assume la Presidenza regionale in questo particolare momento di emergenza dal quale, senz’altro, tutti abbiamo potuto imparare una lezione e capire quanto sia necessario ristabilire un equilibrio tra uomo e ambiente…

La crisi sanitaria ed economica che ci stiamo trovando a fronteggiare ha accentuato le difficoltà già presenti nella nostra regione e abbiamo compreso come la questione ambientale sia connessa a quest’emergenza: il covid19 non è qualcosa di isolato, i cambiamenti climatici in atto imporranno  nuove abitudini di vita e dovremo fronteggiare altri pericoli come quello della siccità o eventi alluvionali. Dobbiamo essere pronti e responsabili per mettere in atto politiche di riconversione economica e tutela dell’ambiente e della salute umana. La Calabria ha tante possibilità per muoversi in una direzione verde e altrettante risorse speriamo possano giungere da quegli aiuti finanziari sui quali il Governo stava già lavorando prima della crisi.

Quali sono i percorsi virtuosi che possono essere tracciati in Calabria da Legambiente?

Abbiamo già delineato un documento politico sui temi prioritari che ogni circolo locale porterà avanti. Sono 10 le priorità che Legambiente perseguirà nei prossimi anni in Calabria, sviluppando le tematiche fissate dai documenti nazionali “Il Tempo del coraggio” e “Dal tempo del coraggio al tempo della coerenza”. Ci muoveremo su questioni che riguardano rifiuti e bonifiche, filiera del riciclo, punteremo allo stop di logiche riguardanti inceneritori e discariche, ci spenderemo per la questione della depurazione, dell’uso di fonti rinnovabili, dell’educazione e sensibilizzazione, senza mai perdere di vista  il nostro grande capitale ambientale.

Riguardo questo ultimo aspetto, quello appunto del patrimonio paesaggistico e ambientale calabrese, che valore ha assunto con l’emergenza sanitaria in corso?

In questo periodo abbiamo avuto tutti una maggiore consapevolezza di quanto la natura sia un elemento importante e strategico del benessere psichico e fisico. La Calabria con il suo enorme patrimonio naturale ha certamente un valore aggiunto e questo può avere ricadute positive sul turismo e sull’economia locale in generale.

Dovremmo fare tesoro di questo delicato momento per implementare azioni che abbiano ricadute positive sui nostri beni naturali, solo così potremmo pensare di andare nella giusta direzione. A tal proposito cosa si augura per i prossimi anni?

Mi auguro che la politica calabrese riesca ad assumere una vera direzione green nel breve e nel lungo periodo per fare della nostra regione una terra più giusta, equa, sostenibile e verde. Abbiamo un grande potenziale e le giuste competenze, possiamo farlo ma il lavoro è lungo e faticoso. La Calabria è bellissima e ci sono persone che la amano e che da anni sono impegnate per tutelarla, dovremmo guardarla tutti con occhi diversi per amarla di più, per essere più audaci e determinati.