Anesv alla Regione Calabria: “Riapra i parchi avventura”

Associazione parchi avventura calabresi sottolinea il paradosso tra la Calabria con contagi zero e le altre regioni, specie la Lombardia dove hanno già riaperto

La perdurante chiusura dei parchi avventura calabresi, inizia a pesare sul settore che non vuole attendere il 15 giugno per la riapertura. Rispetto ad altre regioni e rispetto ad altre categorie, i parchi avventura calabresi, scrive l’Associazione dei parchi avventura calabresi, avrebbero già potuto riaprire e certamente non ha senso tenerli chiusi ancora, costringendo una intera filiera ancora in crisi.

“La governatrice della Calabria – è scritto nella nota – con un’ordinanza che anticipava di alcuni giorni il decreto del governo, il 29 aprile scorso aveva dato il via libera alla riapertura di bar e ristoranti in Calabria, scatenando molte polemiche. A tutt’oggi, invece, nessuna ordinanza ha riguardato e riguarda i parchi divertimenti e le aree giochi. Alcuni consiglieri del Comune di Catanzaro hanno scritto, nei giorni scorsi, alla Santelli per richiedere l’apertura di un settore molto legato all’ambito del turismo ma al momento tutto tace. Anche la costituenda Associazione dei parchi avventura calabresi, in Calabria se ne contano circa 25, sono preoccupati per le ricadute. E’ singolare che in una regione come la Lombardia, che ha rappresentato il maggior focolaio del virus in Italia e continua ad essere l’osservata speciale, i parchi aprano il 1 giugno mentre in Calabria, dove il virus non ha avuto alcun impatto grave sul territorio, siamo costretti ad attendere il 15

L’Anesv, la principale associazione di categoria, in un appello alla governatrice ha fatto notare il paradosso, ovvero come le ordinanze di riapertura siano già state emanate in Emilia, Toscana, Marche, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia mentre in Calabria occorra attendere ancora.
I parchi avventura sono attrattori turistici importanti e la loro riapertura darebbe fiducia a tutto il comparto, quindi anche alle strutture alberghiere e ai ristoranti, soprattutto in quelle aree interne della regione, la Sila, l’Aspromonte, il Pollino, le Serre che rappresentano contesti naturalistici incontaminati e quindi località estremamente sicure dal punto di vista sanitario oltre che luoghi da privilegiare per rafforzare il sistema immunitario delle persone. La maggior parte delle indagini dimostrano che le località di montagna saranno tra le più gettonate in questa prossima stagione estiva e continuare a ignorarle significa non aver colto l’importanza strategica di questo settore per l’intero comparto turistico in un periodo di grave crisi economica e sanitaria”.