Rilanciata l’azione del Coordinamento Immigrazione CGIL Calabria: la battaglia per i diritti è universale

La Scuola ed il lavoro sono e devono essere luoghi d’integrazione e valorizzazione delle differenze

Luogo di confronto ed elaborazione di proposte ed iniziative sui temi legati al fenomeno migratorio e alla presenza di lavoratrici e lavoratori migranti nella nostra regione, il Coordinamento immigrazione della CGIL Calabria, costituito il 4 giugno 2020, intende rafforzare ancor di più l’azione della Cgil sulle politiche d’inclusione e di dialogo interculturale nell’interesse dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentiamo e sempre di più vogliamo coinvolgere.

Attraverso l’azione politica strettamente sindacale, confederale e di categoria, di contrattazione nell’aziende che riguardi tutti i lavoratori indistintamente e tenga conto le emergenze territoriali e le criticità già conosciute, rivendichiamo l’universalità dei diritti e la ricomposizione del mondo del lavoro. Il grande tema dell’uguaglianza e della partecipazione- si legge in un comunicato –  deve contraddistinguerci: siamo convinti del fatto che sia possibile creare una società diversa basata sull’ accoglienza e sulla conoscenza e dove l’integrazione può avvenire solo equiparando tutti allo stesso livello di vita. Crediamo che il modello di accoglienza diffusa e capillare, pur costituendo una sfida per i territori e le comunità coinvolte, sostenga e confermi i valori di solidarietà, uguaglianza ed integrazione, per come dimostrato dalle migliori esperienze nella regione.

La Scuola ed il lavoro sono e devono essere luoghi d’integrazione e valorizzazione delle differenze, ma spesso allo stesso tempo a causa del clima di odio, ostilità e diffidenza che serpeggia nel Paese, diventano i luoghi di maggiore discriminazione e di esclusione. La condizione della Calabria già fortemente critica sta conoscendo in questa fase pandemica ulteriori elementi di impoverimento e degrado sociale. A pagarne le conseguenze, ancora una volta sono anche la maggior parte dei lavoratori e delle lavoratrici immigrate che opera, per lo più in nero, in tutti i settori ed in particolare in settori come l’agricoltura, l’edilizia, la logistica, nel lavoro domestico e di cura, nel commercio, ecc. Anche in Calabria in questi comparti il loro apporto è fondamentale, sia per l’attuale tenuta del sistema economico, sia per la futura ripresa del nostro sistema produttivo così duramente provato dalla pandemia. Garantire contratti di lavoro superando ogni forma di caporalato e creare reale integrazione sono per noi le giuste soluzioni, per le quali in questi giorni, attraverso le strutture della Cgil in tutto il territorio regionale, siamo impegnati nell’ambito dell’azione di “sanatoria” proposta dal Governo.

Oltre questa limitata misura per noi conta ed è essenziale consolidare cittadinanza e diritti nel lavoro per costruire una prospettiva di riscatto per i lavoratori e le lavoratrici coinvolti e per l’intera Calabria.