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Cgil: Catalfamo è l’unico assessore ai trasporti d’Italia a non avere ancora convocato i sindacati

E' incomprensibile che in Calabria l'assessore ai trasporti non si rapporti con i sindacati

Non intendo discutere dell’inchiesta Helios cui è rimasta coinvolta l’assessore Catalfamo, né delle scelte che la Presidente Santelli intende assumere sulle deleghe. Ma se l’assessore intende continuare nel suo mandato l’auspicio è che cominci almeno a fare l’assessore ai trasporti e convochi finalmente i sindacati che sin dall’atto del suo insediamento ne hanno fatto richiesta.

L’ingegnere Catalfamo è l’unico assessore ai trasporti d’Italia a non avere ancora convocato i sindacati. E’ quanto si legge in una nota del segretario generale Filt-Cgil Calabria, Nino Costantino.

 Eppure, come sindacati e aziende stiamo avendo un continuo confronto per il riavvio delle attività nel trasporto pubblico locale, per il potenziamento del trasporto ferroviario come da contratto di servizio del dicembre dello scorso anno, per capire come possono essere utilizzate risorse comunitarie per mettere in sicurezza le aziende della mobilità calabrese e i lavoratori, per dare respiro all’economia regionale attraverso una mobilità al servizio dei cittadini e delle attività produttive, per dare respiro economico a quei lavoratori esclusi dalla cassa integrazione come i precari della Sacal.

Inoltre, abbiamo già espresso più volte e pubblicamente la necessità di una discussione per prevenire le difficoltà e i disagi a cui andranno incontro i lavoratori dei trasporti, i lavoratori della scuola e del pubblico impiego, gli altri lavoratori, e migliaia di studenti alla ripresa di settembre. Non affrontare adesso queste esigenze vuol dire avere fra qualche mese una situazione di emergenza difficilmente risolvibile. In tutte le regioni si stanno affrontando tali problemi. E’ incomprensibile che in Calabria l’assessore ai trasporti non si rapporti con i sindacati. Ed è allo stesso modo incomprensibile che il Presidente Santelli non intervenga per sanare una vera e propria lesione democratica.