Nuova Soprintendenza a Crotone, il Tar sospende trasferimento, Macrì: “Mi sarei aspettato ben altre azioni dai politici”

l presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catanzaro: "Bene ha fatto il sindaco di Catanzaro a difendere il ruolo politico e amministrativo della Città capoluogo di Regione"

“Non è una guerra tra poveri, come qualcuno potrebbe pensare, bensì un ragionamento che vuole opporsi alla semplicistica politica del gioco ‘rubamazzo’, orientata a conquistare posizioni a discapito di altri, superando gli interessi collettivi che hanno una loro logica razionale nelle istituzioni”. Lo scrive in una nota il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catanzaro Giuseppe Macrì.
“Bene ha fatto – aggiunge Macrì – il sindaco di Catanzaro a difendere il ruolo politico e amministrativo della Città capoluogo di Regione, opponendosi a quanti volevano espropriarla di una sua prerogativa istituzionale (voglio ricordare che Catanzaro è ancora il capoluogo di Regione).

La forzata azione di alcuni politici del Crotonese e di altre compagini, di far assegnare la sede della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio a Crotone (sottraendola a Catanzaro), racchiude in sé la debolezza della politica, che nasconde l’incapacità di organizzare il territorio, non in base a singoli interessi, ma in base a strategie territoriali tese al riequilibrio del territorio e al ‘diritto di cittadinanza’. La Città di Crotone, merita per la sua storia un attenzione speciale, che tutti con onestà intellettuale riconosciamo, ma non possiamo nascondere l’assenza di una politica territoriale adeguata alle sue potenzialità, che in circa 25 anni dalla sua istituzione ha portato, con una politica autonomista, all’isolamento, anziché alla sua integrazione. Aldilà dei campanilismi e delle accuse che possono essere mosse per giustificare lo ‘strappo’ di Crotone su Catanzaro, le due province sorelle, dopo la loro formazione, non hanno mai condivido una progetto comune del loro sviluppo, ma hanno agevolato il loro isolamento, al punto tale da non condividere nemmeno le loro risorse”.

Da attento osservatore delle politiche territoriali “mi sarei aspettato – sottolinea Macrì – che i temi del dibattito fossero ben altri, non l’assegnazione di una sede territoriale del Mibact, bensì una strategia comune per integrare i territori, realizzare il tanto atteso Polo archeologico ‘Antica Kroton’, il collegamento veloce Catanzaro Crotone (nuova SS. 106), il rilancio dell’aeroporto di Crotone a fini turistici, quale strumento necessario per aprirsi all’Europa, la realizzazione della metropolitana Crotone-Catanzaro-Lamezia ed altre prospettive comuni. Cambiamo atteggiamento, lavoriamo per una visione strategica delle risorse territoriali, in cui inserire tutti gli interessi in campo per lo sviluppo, che non siano l’assegnazione di una sede istituzionale, ma il riconoscimento reciproco delle potenzialità di un territorio che soffre ancora della sua illogica ‘tripartizione'”.