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Coa: “La nomina fiduciaria viola ogni regola di accesso nella PA”

Gli avvocati ricorrono alla sezione lavoro del tribunale chiedendo un provvedimento d'urgenza

E’ di 20 pagine il ricorso  depositato presso la sezione lavoro del Tribunale di Catanzaro con il quale il Coa ha impugnato il provvedimento del  Presidente della Regione Calabria  con cui è stato nominato il nuovo coordinatore dell’avvocatura.  A rappresentare gli avvocati catanzaresi Antonello Talerico, e Massimo Gimigliano, del Foro di Catanzaro rappresentati e difesi  da Vincenzo Agosto e Crescenzio Santuori

Procedimento d’urgenza ex articolo 700

Il procedimento è stato attivato per l’accertamento e la declaratoria, in via d’urgenza ex articolo 700 cpc, dell’illegittimità del Decreto del Presidente della Giunta Regionale  80 dellos corso 27 maggio, avente quale oggetto “Nomina Coordinatore dell’Avvocatura regionale. Maria Maddalena Giungato”, con richiesta, anche previa sua disapplicazione, di sospensione dell’efficacia della nomina del coordinatore, così inibendo l’immissione nelle funzioni (illegittime) dello stesso, ovvero di dichiarazione di inefficacia e/o nullità del contratto ove eventualmente stipulato, ordinando alla Regione Calabria di procedere alla copertura del posto di coordinatore dell’Avvocatura regionale nel rispetto dell’art. 19 del TUPI n° 165/2001

Violazione plateale del testo Tupi e del regolamento regionale

Il provvedimento di nomina, ha violato platealmente il sotteso rigido perimetro normativo costituito dall’art. 19 del TUPI n° 165/2001, dal regolamento regionale  3/2015 e dai principi costituzionali di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione ex articolo 97, si è tradotto e ridotto in un mero incarico intuitu personae, direttamente affidato. Nello specifico, nessun avviso pubblico è stato bandito dalla Regione Calabria, nessuna previa verifica delle professionalità interne (molteplici, invero) costituenti l’avvocatura regionale è stata condotta, nessuna motivazione è stata offerta circa la volontà di preferire “un avvocato esterno” a “un avvocato dipendente della Regione” (ex art. 10 LR n° 7/1996), nessun criterio di scelta (ex art. 19 TUPI n° 1665/2001) dal quale comprendere cosa abbia condotto alla collega infine preferita.

Immotivata nomina di un professionista esterno

“Del resto  – si legge ancora nel ricorso – l’incipit del citato Decreto  80/2020 non lascia dubbio alcuno circa la via eletta dal Presidente della Giunta, richiamando una comunicazione  con la quale quest’ultima “ha chiesto di nominare” uno specifico professionista esterno alla Pubblica Amministrazione, manifestando dunque una scelta diretta, nominativa, immotivata ed estranea alle ordinarie vie comparative e costituzionali. Con propria nota di diffida ,il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro ha chiesto alla Presidente della Regione “di annullare nell’immediato, senza indugio alcuno, il Decreto n° 80/2016 per evidente sua illegittimità”, argomentando ampiamente le motivazioni giuridiche sottese e offrendo una supporto al fine di orientare e ricondurre a legalità l’azione regionale. Nessuna risposta è mai giunta, ciò determinando la volontà del COA, di procedere alla immediata impugnazione cautelare del Decreto n° 80/2020 poiché lesivo degli interessi e dei diritti partecipativi costituzionali dei propri iscritti”

Ordine professionale legittimato a ricorrere

In particolare e nello specifico il Consiglio per tramite dei suoi legali sottolinea che : “Sulla legittimazione ad agire degli Ordini professionali questi hanno legittimazione a difendere in sede giurisdizionale gli interessi della categoria di soggetti di cui abbiano la rappresentanza istituzionale, non solo quando si tratti della violazione di norme poste a tutela della professione stessa, ma anche allorché si tratti comunque di conseguire determinati vantaggi, sia pure di carattere strumentale, giuridicamente riferibili alla categoria, ed anche nell’ipotesi in cui possa configurarsi un ipotetico conflitto di interesse tra ordini e singoli professionisti beneficiari dell’atto impugnato che l’ordine assume invece essere lesivo dell’interesse istituzionalizzato della categoria; la sussistenza di un conflitto potenziale di interesse, per essere idonea ad escludere la legittimazione ad agire dell’ordine professionale, deve essere invero sostanziale, essendo insufficiente, al contrario, la circostanza meramente eventuale e giuridicamente irrilevante che alcuni professionisti possano beneficiare del provvedimento che l’ordine assume lesivo dell’interesse istituzionalizzato della categoria”.

Inoltre uno dei ricorrenti, in particolare , Massimo Gimigliano, è in possesso  di “ adeguata qualificazione professionale” avendo “effettivamente esercitato la professione forense per almeno venti anni”, come previsto dall’art. 10 comma 2 della LR n° 7/1996. 1.2.

Procedura selettiva non concorsuale

“Si è infatti di fronte ad una procedura selettiva che non può essere considerata di carattere concorsuale, facendo difetto la previsione sia della nomina di una commissione esaminatrice con poteri decisori, sia della formazione di una graduatoria finale di merito dei candidati all’esito di una valutazione comparativa, e connotandosi quindi l’individuazione del soggetto cui conferire l’incarico quale frutto di una valutazione di carattere discrezionale, che rimette all’amministrazione la scelta, del tutto fiduciaria, del candidato da collocare in posizione di vertice”