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Il Centro Calabrese colpito al cuore, nella sua sede storica. Ma la determinazione è quella di 30 anni fa

Al netto della rabbia per gli ultimi episodi di vandalismo e devastazione l'attività non è mai fermata e mai si fermerà

Forse non tutti sanno che quella di via Fontana Vecchia è stata la prima sede del Centro calabrese di solidarietà. Sono nati lì i sogni e le speranze di poter dare un’opportunità a tanti giovani che allora come ora erano caduti nella morsa della droga.

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Era in quelle stanze che l’allora presidente Don Mimmo Battaglia, riceveva i giovani, parlava con loro.

Poi sono arrivate le donazioni di alcuni privati, il Centro calabrese è cresciuto e in proporzione sono cresciuti anche i problemi, ma non è venuta mai meno una cosa, la determinazione. Quella che ha vinto contro le difficoltà finanziarie, contro il pericolo incombente di chiusura che si è palesato più volte, ma soprattutto la determinazione che ha portato fuori dalle secche della disperazione e di un tragico destino segnato, centinaia e centinaia di giovani in questi anni.

Certo non tutto è andato sempre come ci si sarebbe augurato. Le difficoltà c’erano e ci sono ancora, ma la determinazione appunto è rimasto il fulcro di un’azione che non si è mai affievolita. E se qualche balordo pensa che bastino pietre e mattoni per “distruggere” il Centro calabrese di solidarietà si sbaglia. Ma soprattutto è ignorante, perché appunto ignora la storia che è stata scritta ed è partita da quelle mura violate con tanta arroganza.

Chi ha continuato a devastare la sede di via Fontana Vecchia in queste settimane, probabilmente ha recuperato “le armi” dal pavimento della  terrazza posta  al piano superiore dell’immobile.

L’intento, in tutte queste notti di follia cieca, non era quello di rubare, poiché, pur potendo, gli ignoti non hanno portato via nulla. L’intenzione era proprio quella di distruggere.

Ma chi ha scagliato massi contro le finestre del Centro Calabrese di solidarietà non sa che “da quelle parti” sono abituati a prenderle addosso le pietre, eccome, ben più pesanti a  volte di quelle che hanno rotto i vetri, ma sono altrettanto abituati ad usarle non per tirarle addosso a qualcuno ma per costruire qualcosa di buono.

Perchè da quelle parti funzione che “anche la pietra scartata dal costruttore è diventata testata d’angolo”

Da stasera l’impianto di videosorveglianza sarà attivo. Non sappiamo se basterà a fermare i balordi autori di questi atti, se aspetteranno che l’attenzione cali per entrare nuovamente in azione, se desisteranno per sempre. Vedremo. Ma una cosa è certa, al di là della rabbia del momento, al Centro calabrese di solidarietà sono abituati ad utilizzare le pietre per costruire e a rincollare i vetri rotti facendo passare attraverso quelle fratture polvere d’oro per creare qualcosa di nuovo e meraviglioso. Non brutto come chi pensa di fare del male.