Santacroce: La ripresa economica della Calabria deve passare dalla legalità

Senza legalità e senza senso etico e morale in politica nessun processo economico e di sviluppo avrà successo

La ripresa economica della Calabria ancora prima che attraverso politiche incentivanti destinate alle attività produttive o di sostegno ai lavoratori autonomi deve passare obbligatoriamente dalla rinascita della legalità. Senza legalità e senza senso etico e morale in politica nessun processo economico e di sviluppo avrà successo, mantenendo quel gap che separa la Calabria e il mezzogiorno non solo dal resto d’Italia ma dall’Europa intera.

Questo è quanto auspica l’esponente di Forza Italia, Frank Mario Santacroce. Le vicende giudiziarie e di malcostume che ormai sono all’ordine del giorno, che investono sopratutto gli ambiti della politica e della pubblica amministrazione, dovrebbero farci riflettere sulla necessità di riorganizzare tutta la macchina amministrativa pubblica ed in specie quella regionale e auspicare la ripresa dei valori della legalità che ormai sono persi da troppo tempo. È indubbio e sicuramente necessario che la classe politica nazionale attivi strategie di governo a favore delle famiglie come potrebbero essere la riduzione di 3-4 punti dell’iva, le moratorie e condoni delle cartelle esattoriali, l’azzeramento delle segnalazioni pregiudizievole nelle centrali rischi bancari per consentire nuovo accesso al credito, che la classe politica locale attivi impegni concreti attraverso forme di esenzione o agevolazione delle imposte comunali come potrebbe essere la rimodulazione dell’imu, della tari o delle addizionali di loro competenza, così come e molto più delle altre la classe politica regionale deve attivarsi per compensare la povertà infrastrutturale con incentivi mirati, progetti istantanei, bonus per chi investe, vaucher per chi viene in Calabria, il tutto in attesa di una seria e profonda programmazione per l’uso dei fondi comunitari, però alla base di tutto necessita sanare il distacco che ormai esiste tra cosa pubblica e legalità.

Ci vuole un ricambio generazionale, una scuola di formazione di nuove leve, ma è nelle scuole e in famiglia che bisogna valorizzare e insegnare le basi della nostra civiltà e umanità, riappropriandosi di valori e idee ormai perse dove il politico ormai pensa solo a tutelare il proprio orticello creando una casta in quella che dovrebbe essere la casa di tutti. Fin quando ogni mattina leggeremo sui media di affari tra politica e Ndrangheta, di arresti di amministratori comunali e regionali sempre più frequenti, di corruzione e malcostume perfino nella magistratura, non avremo mai un futuro.
La pandemia addirittura ha evidenziato ancor di più questa misera realtà ma forse sta portando i cittadini a rendersene conto ed a comprendere che bisogna denunciare gli abusi e le ingiustizie e isolare gli affaristi e i corrotti. Auspico, aggiunge Santacroce, che gli amministratori più lungimiranti e onesti attivino progetti di legalità nelle scuole, nelle comunità, nelle parrocchie, nell’associazionismo per far nascere e poi consolidare il sentimento della legalità così come per tre anni abbiamo sviluppato con il Corecom Calabria facendo visita in tutte le scuole calabresi con iniziative contro i fenomeni del bullismo e cyberbullismo contribuendo a far diventare la Calabria una delle regioni italiane con la più bassa percentuale di casi in età adolescenziale perché ogni politica innovativa e costruttiva deve partire dai più giovani e abbiamo avuto la prova concreta che i risultati positivi si possono ottenere anche in tempi brevi. Se riusciamo a fare ciò, conclude Santacroce, possiamo sperare in un futuro migliore sotto ogni punto di vista, anche economico e occupazionale.