Quantcast

Gradimento governatori: salgono Zaia, De Luca e Bonaccini. Ma non c’è Santelli

Analisi su numeri di Demos pubblicato da repubblica premia il partito dei presidenti

Chissà come l’avrà presa, Jole Santelli, a non essere posizionata tra i governatori in ascesa nel gradimento politico degli italiani, in una tendenza talmente significativa da far pensare, e qualcuno anche temere, la nascita di un “partito dei governatori”, trasversale e basato sul potere locale in parallelo, o in alternativa, al solito “partito dei partiti” nazionali. Il sondaggio di Demos & Pi, pubblicato sulle colonne di Repubblica e illustrato come al solito efficacemente da Ilvo Diamanti, mentre conferma la l’inveterata fiducia in Giuseppe Conte (65% degli intervistati tra il 15 e il 17 giugno in un campione rappresentativo di tutta la popolazione italiana) mostra una marcata avanzata in classifica dei presidenti di Regione. In particolare, tra i primi dieci ci sono Luca Zaia presidente del Veneto, addirittura secondo con il 56% del gradimento, il campano Vincenzo De Luca quarto con il 43%, l’emiliano Stefano Bonaccini decimo con il 37%. Scivola invece di parecchio nella classifica del gradimento il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, sedicesimo, che perde addirittura il 10% di fiducia rispetto alla precedente rilevazione di aprile. I risultati, è evidente, sono in parallelo con la minore o maggiore efficacia con la quale è stata affrontata l’emergenza coronavirus: benissimo in Veneto, bene in Campania ed Emilia-Romagna, male in Lombardia. Premiato o bocciato quindi l’approccio più o meno concreto, più o meno autorevole, più o meno incisivo dei governatori in un contesto che li ha visti rivolgersi spesso direttamente ai cittadini, o in diretta tv o via social, oppure soltanto con il susseguirsi di ordinanze non sempre in perfetta sintonia con i decreti del presidente del Consiglio, l’altra fonte primaria cui si sono abbeverati gli italiani per soddisfare la loro sete di sicurezza e tranquillità.

Ebbene, da questo punto di vista l’aspettativa era legittimamente volta a un inserimento nel gradimento politico, anche esterno alla regione Calabria, di Jole Santelli. Non solo perché protagonista di scontri più o meno frontali con il presidente Conte e con il ministro Boccia, ma anche in virtù di un indubbio successo nel contenimento dell’epidemia – la Calabria ha un indice Rt quasi prossimo allo zero -, e grazie a una esposizione mediatica esercitata in tutti i talk che contano e su tutti i mezzi di comunicazione generalisti, incluso l’entrata in “Striscia la notizia” della sua avatar, molto sgangherata a dire il vero ma indice del raggiungimento di un notevole grado di immediata riconoscibilità.

Probabile che anche in questo ambito, certo accessorio alle problematiche politiche e amministrative correnti, la Calabria debba scontare una marginalità che è economica ma anche di presenza e validità comunicativa, di visibilità, di marketing culturale. In questo senso, Santelli deve ancora lavorare, se mai la proiezione nazionale rientra nelle sue prospettive a medio periodo, come lasciano supporre molti indizi esplicitati nei primi mesi di governo.