Dopo 61 anni di lavoro il signor Saverio va in pensione: chiude il salone “Taglio Giovane Catrambone – Ferragina”.

Il barbiere di don Gugliemo, Carlo Mazzone e il presidente Ceravolo. Ma anche il salone della musica di Mimmo Badolato

Quanta tenerezza. Ma soprattutto quanta signorilità, professionalità e valori, nella storia di un barbiere che chiude il suo salone a 77 anni, forse anche a causa del lockdown che gli ha dato la spinta e il coraggio di dire basta . No, non avrebbe voluto nemmeno ora nonostante i 77 anni d’età e i 61 anni di lavoro. Lui è Saverio Catrambone che ha illuminato il salone “Taglio Giovane Catrambone – Ferragina” dal 1959 all’8 marzo 2020. Oggi chiude una storica attività del centro storico e la discesa di via Poerio non sarà mai più la stessa senza quel punto di riferimento sociale, culturale (si culturale e tra poco vedremo perché, ndr) e , consentiteci, anche sentimentale e romantico.

La voce del signor Saverio ha un tono “buono”, figlio di una dolcezza che va a braccetto con un uomo anziano che può godere della serenità di chi ha sempre fatto il suo dovere ed è sempre stato giusto in casa e a lavoro. Un uomo d’altri tempi, un lavoratore innamorato di una professione. Un uomo riconoscente che ha avuto la sfortuna di perdere il padre a 9 anni e trovarne un altro “adottivo” che rispondeva al nome di Guglielmo Papaleo. Qui il magone in gola racconta la storia: “Non ci sono più uomini come Guglielmo Papaleo. Era un mio cliente ma per il grande rispetto reciproco è andato oltre il valore dell’amicizia e mi aiutò facendomi da garante in banca quando io e il mio socio decidemmo di aprire il salone. Un uomo straordinario che ha segnato la mia esistenza”. Già, l’apertura e la chiusura del salone, rappresentano già una storia. Il signor Saverio inizia a 16 anni ad imparare il mestiere, poi il suo “capo” prende posto fisso a scuola e lui si mette in società con Ferragina. Parte l’avventura di Taglio Giovane Catrambone-Ferragina. Nel lontano 2007 Ferragina lascia e muore qualche anno dopo ma Saverio non cambia. “C’era troppo affetto e stima con il mio socio- racconta commosso- quindi anche dopo la sua morte ho lasciato il suo nome su quella targa ancora affissa in via Poerio e che leverò tra qualche giorno. Ciao amico mio, pace all’anima tua”.

Valori profondi, l’amicizia e rispetto su tutti. E questo a Saverio manca: “Non c’è più la società di una volta, negli anni 70 bastava una pacca sulle spalle e una stretta di mano per firmare un patto di rispetto reciproco chiamato fratellanza. Viva il progresso, ma vorrei rivedere anche atteggiamenti di umanità diversi nelle nuove generazioni”.

Tantissimi clienti, più o meno importanti, tutti con la necessità di raccontare qualcosa di personale al barbiere di fiducia “ma io anche ora non riporto nulla perché mi facevano confidenze che porterò nella tomba”. Una delle più antiche attività di sala da barba della città che, negli anni di maggior splendore della stessa, ha vissuto i momenti più belli e quelli più tristi.

Papaleo lo ha premiato quando è stato insignito del riconoscimento di cavaliere del lavoro il 25 aprile 1999 in occasione dell’iniziativa indetta dalla Camera di Commercio. E poi nel salone altri dirigenti della società del Catanzaro calcio come l’imprenditore Pino Bertucci, l’avvocato Giuseppe Talarico. E ancora il direttore sportivo Piero Aggradi, l’allenatore Carlo Mazzone, Tato Sabatini. A frequentare per un certo periodo la sala da barba anche il presidente Nicola Ceravolo.

Dallo sport all’arte con l’indimenticabile mastro Saverio detto “U Ciaciu” conosciuto quando iniziò l’attività di vendita di mobili proprio alla discesa Poerio. Diventato amico per lunghi anni. E poi l’amico di sempre, Mimmo Badolato, diplomato al conservatorio di Milano in chitarra e mandolino che gli ha proposto di riprendere un’antica tradizione: quella di suonare nelle sale da barba e allietare così l’attesa dei clienti. Ovviamente la proposta è stata accettata e per diversi anni, specie durante le festività natalizie, il salone diventava luogo di cultura musicale con l’esibizione di Badolato che, qualche volta, è stato accompagnato dalla chitarra di Pino Turrà. Anche diversi i prefetti in carica sono stati clienti del negozio.

Oggi tutto questo chiude nonostante un uomo buono lo abbia tenuto aperto per lunghi decenni scrivendo pagine di storia. Oggi si gode i suoi 77 anni e dà l’ultima lezione a tutti i suoi colleghi: “Si, qualcuno mi chiama per fargli i capelli a casa e mi piacerebbe farlo per non perdere la mia passione. Ma non lo farò mai perché non sarebbe giusto nei confronti dei miei colleghi che pagano le tasse e hanno un salone aperto. Ora tocca a loro”. Beh, barbieri di Catanzaro, Saverio chiude e vi lascia un esempio. Grazie Taglio Giovane Catrambone-Ferragina.