La tradizione religiosa con la storia della Madonna del carbone

Un tempo, questa parte di strada, pare fosse abitata da numerosi artigiani come calzolai, falegnami, sarti e muratori. E poi...

Le feste popolari, esprimono anche la religiosità di un popolo. La città di Catanzaro non è certo mancante di tali consuetudini, che sovente, si riferiscono a storie o fatti tramandati dalla tradizione orale. Diversi, dunque, gli eventi miracolosi che suscitano particolare devozione. Molto seguita è la festa della Madonna del Carbone, la cui chiesetta, che si trova alla spalle della chiesa della Maddalena, in un largo della “Scesa Carbone”, è meta di pellegrinaggio da parte dei catanzaresi nel giorno del due Luglio.

Un tempo, questa parte di strada, pare fosse abitata da numerosi artigiani come calzolai, falegnami, sarti e muratori. Una storia si tramanda, accaduta proprio in questi luoghi, come viene descritto nel libro “Iconografia e religiosità popolare dei catanzaresi” di Silvestro Bressi, grande amatore della storia della nostra città. Si narra, dunque, che un carbonaio, che possedeva un piccolo deposito proprio dove ora sorge il “tempietto” della Madonna, come ogni mattino soleva fare, andò a prelevare il quantitativo di carbone per poi rivenderlo, ma, la sorpresa fu veramente grande nel vedere ciò che era accaduto. Sul muro del locale era apparsa raffigurata la Madonna disegnata proprio con il carbone e al di sotto della figura, alcuni carboni ardenti erano accesi quasi come fossero candele.

Si meravigliò molto di tale prodigio, ma ugualmente andò al lavoro dopo aver spento quei carboni. Ciò avvenne per altri dieci giorni, tant’è che il carbonaio pensò di riferirlo al parroco e in virtù di tale evento, l’intero quartiere accomunato da tanta devozione, pensò di trasformare il deposito in una piccola cappella. All’interno, venne posto un quadro raffigurante la “Madonna delle Grazie” e divenne luogo di culto e di preghiera. Questa consuetudine venne mantenuta e anche in tempi più recenti, la comunità, oltre alla particolare “festa” in onore della Madonna, si riuniva per dei momenti di preghiera. Ad organizzare queste riunioni, era una signora del luogo, Franceschina Mercurio ( 1940 – 2010) che insieme al marito, tramandavano anche la storia della Madonna del carbone. Altre donne del posto, ancor prima di lei, si occuparono del luogo sacro, una tal “Rosinuzza”, insieme ad altre due donne “Caterina” e “Petruzza”.  L’immagine della Madonna, pare sia stata vista anche durante i lavori di restauro della cappella, togliendo il quadro della Vergine, per restaurarne il muro. La porta del piccolo Santuario, venne poi sostituita da una in vetro e ferro, per permettere a chiunque di poter accedere in qualunque momento lo desiderasse. L’altarino, oltre al quadro della Madonna delle Grazie, è corredato da un crocifisso, ceri accesi e fiori, ma anche di una campanella usata per richiamare tutti i fedeli.

Una volta, la famosa “ruga” (strada) veniva vissuta in toto e il popolo aveva in comunione sia gli avvenimenti religiosi che la vita giornaliera. Purtroppo, come tante altre manifestazioni religiose, anche la festa della Madonna del carbone, a causa del Covid-19, non potrà avere luogo. Ma, nonostante l’emergenza, il cancelletto posto a chiusura della cappella rimarrà ugualmente aperto per dare la possibilità ai fedeli di rivolgere una breve, ma sentita preghiera.