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Porto di Catanzaro: per i pescatori ancora lontano il sogno di un’infrastruttura efficiente

"Non pretendiamo chissà cosa ma almeno poter vedere questo luogo pulito e avere i servizi essenziali".

C’è chi nel Porto di Catanzaro fa il pescatore da oltre cinquant’anni, un tempo abbastanza lungo per poter cogliere lo sviluppo di un’infrastruttura importante per il capoluogo di regione ma che, purtroppo, è costretta ancora oggi a fare i conti con tanti disagi, inseguendo da oltre mezzo secolo quel sogno di essere un’infrastruttura completa, strategia, snodo essenziale per la crescita dell’economica, del turismo e dell’immagine della città. Ma per i pescatori che svolgono il loro mestiere con tanto sacrificio e passione è ancora difficile riuscire a definire il porto una struttura efficiente.

Non pretendiamo chissà cosa ma almeno poter vedere questo luogo pulito e avere i servizi essenziali.

“Manca l’acqua, l’illuminazione e non c’è possibilità di controllare gli accessi – ha detto Francesco Panella, Presidente della cooperativa Giovani Armatori, che riunisce diversi pescatori del porto del capoluogo – hanno montato delle sbarre all’ingresso ma non sono funzionanti da diversi mesi, così può entrare sul molo chi vuole e non nascondo che molti hanno subito furti sui pescherecci come reti e dispositivi elettronici.” L’impianto provvisorio per l’utilizzo di acqua è stato fatto alla buona dagli stessi pescatori che non hanno neanche la corrente elettrica per i pescherecci e a questo di aggiunge il problema rifiuti: “La maggior parte delle cose che vengono abbandonate nel porto non sono dei pescatori, si vede chiaramente, sta di fatto che nessuno viene a ritirali – ha proseguito – non pretendiamo chissà cosa ma almeno poter vedere questo luogo pulito e avere i servizi essenziali.”

“Le persone vengono ad acquistare qui da noi e ci stiamo riprendendo da due mesi durissimi.

Questo non è solo un problema che crea disagio a chi nel porto ci lavora ma un aspetto che ha a che fare anche con l’immagine della città e il suo possibile sviluppo. La pesca è un’attività che va bene e che, dopo l’emergenza Covid degli scorsi mesi, sembra essere in ripresa: “Le persone vengono ad acquistare qui da noi e ci stiamo riprendendo da due mesi durissimi – ha sottolineato Panella – saremmo usciti a pescare in mare anche in piena emergenza ma siamo stati costretti a rimanere a casa perché non avevamo a chi vendere il nostro pesce.”

E’ questo il momento giusto per non abbassare la guardia e puntare sul questa strategica infrastruttura per quanto riguarda servizi e funzionalità, su questi aspetti si gioca la crescita del capoluogo

Ristoranti chiusi e famiglie blindate in casa hanno arrestato l’attività dei pescatori che affrontano la criticità della nuova fase con positività ,visti i primi riscontri e l’avvio della stagione estiva. Certo la situazione potrebbe essere certamente più rosea e non solo per chi lavora in mare. Un infrastruttura efficiente, curata e completa darebbe un input non indifferente a tutto ciò che ruota intorno all’economia del settore pesca con conseguenze positive sull’intero settore turistico. E’ il momento giusto per non abbassare la guardia e puntare su questa strategica infrastruttura per quanto riguarda servizi e funzionalità, perché è su questi  aspetti si gioca gran parte della crescita del capoluogo di regione.