Rifiuti, ordinanza della Santelli: indifferenziata e scarti di lavorazione in impianti fuori regione

Il Governatore ha anche disposto di effettuare una ulteriore ricognizione circa le disponibilità di volumi di smaltimento nelle discariche pubbliche e private calabresi

I rifiuti indifferenziati e gli scarti di lavorazione saranno destinati in via d’urgenza e per non più di tre mesi in impianti di trattamento pubblici e privati fuori regione. A deciderlo il presidente della Giunta Regionale Jole Santelli che con una ordinanza ha anche disposto di effettuare una ulteriore ricognizione circa le disponibilità di volumi di smaltimento nelle discariche pubbliche e private calabresi. L’ordinanza dispone anche la sottoscrizione dei contratti di servizio per il trasporto e il conferimento negli impianti extra-regionali. Il costo del trasporto e del conferimento sarà anticipato dalla Regione Calabria, ma il Dipartimento dovrà definire la quota parte da recuperare del costo sostenuto per il trasporto e il conferimento dei rifiuti in impianti extra-regionali da porre a carico dei Comuni. 

La governatrice ha inoltre disposto che le istituzioni competenti – Arpa, Protezione Civile, Asp di Cosenza e Vigili del Fuoco di Cosenza – verifichino in somma urgenza, la fattibilità tecnica ed ambientale, imponendo eventuali prescrizioni, dell’operazione di stoccaggio dei rifiuti da effettuare nell’area della discarica di Località Vetrano a San Giovanni in Fiore, e al  Consorzio Valle Crati, proprietario della discarica, è stato ordinato di presentare all’autorità competente in materia ambientale la documentazione tecnica e amministrativa finalizzata all’ottenimento dell’autorizzazione per effettuare l’operazione di stoccaggio temporaneo, per una durata non superiore a 120 giorni.

Nell’ordinanza la presidente Santelli evidenzia come le Comunità d’Ambito di Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo Valentia e la Città Metropolitana di Reggio Calabria non hanno individuato soluzioni atte a garantire la chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti urbani e, di conseguenza, nei mesi di luglio, agosto e settembre, la già grave situazione igienico–sanitaria e ambientale del territorio regionale è destinata ad aggravarsi con conseguente pericolo di danno alla salute umana anche in considerazione dell’emergenza connessa al COVID-19, all’ambiente, all’immagine della Calabria e alla sua fruizione turistica. 

La carenza di impianti di smaltimento finale ha determinato una situazione di criticità soprattutto nei comuni delle Province di Reggio Calabria e di Vibo Valentia dove persistono situazioni di mancata raccolta dei rifiuti che, in alcuni casi, sono stati addirittura incendiati. Ad oggi, evidenzia la governatrice,   negli impianti di trattamento meccanico biologico sono stoccati una quantità di rifiuti pari a 6200 tonnellate di scarti di lavorazione degli impianti di trattamento e 5.200 tonnellate di frazione organica stabile, in attesa di essere collocati in discarica.

Per questo si rende necessario individuare impianti extraregionali per coprire il deficit di smaltimento dei rifiuti prodotti dagli impianti di trattamento pubblici e privati a servizio del circuito pubblico e garantire la continuità del servizio pubblico essenziale.

LA SITUAZIONE

L’ordinanza prende atto del fatto che le Comunità d’Ambito di Catanzaro, Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e la Città Metropolitana di Reggio Calabria non hanno ottemperato ai compiti assegnati dalla legge regionale n. 14/2014, registrando ritardi nella predisposizione dei Piani d’Ambito, nella scelta della forma della gestione a livello di ambito territoriale e di sub-ambito di raccolta e nell’attuazione degli interventi previsti nel Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti approvato con la deliberazione del Consiglio regionale n. 156/2016 e s.m.i., già a partire dall’individuazione dei siti ove ubicare gli impianti di trattamento e le discariche di servizio. I ritardi nella realizzazione dell’impiantistica pubblica di trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani ha determinato il ricorso a speciali forme di gestioni attraverso l’emanazione di ordinanze contingibili e urgenti.

Le ordinanze 14/2020 e 45/2020 – quest’ultima emanata per sopperire alla mancata attuazione della precedente ordinanza  246/2019 nella parte relativa alle discariche pubbliche regionali – a fronte anche dell’esaurimento dei volumi di abbanco dell’unica discarica disponibile sul territorio regionale, peraltro privata, hanno disposto, per fare fronte allo smaltimento giornaliero di oltre 800 tonnellate di scarti di lavorazione prodotti dagli impianti di trattamento, di ricorrere alle discariche pubbliche di Cassoano, Castrovlibero, Castrovillari, San Giovanni in Fiore, Lamezia Terme, Catanzaro, Melicuccà, procedendo alla loro chiusura definitiva. L’ordinanza 45/2020 ha inoltre disposto il ricorso alla discarica di Celico (CS), unica discarica in esercizio sul territorio regionale, peraltro privata, per i 60 giorni successivi alla sua emanazione. 

Dopo le verifiche dello stato dei luoghi condotte congiuntamente con ARPACal, Protezione Civile regionale e i Comuni territorialmente competenti, alla data del 30 giugno, risulta il seguente stato di attuazione delle ordinanze regionali:

–  nella data del 14 aprile 2020 sono stati attivati i conferimenti nella discarica pubblica di San Giovanni in Fiore (CS). La discarica accoglie giornalmente 120 tonnellate di rifiuto codice EER 19.12.12 e 270 tonnellate di rifiuto codice EER 19.05.03, proveniente dagli impianti di trattamento pubblici e asserviti al circuito pubblico; 

–  nella data del 4 giugno 2020 sono stati attivati i conferimenti presso la discarica pubblica di Cassano allo Ionio (CS). La discarica accoglie giornalmente 120 tonnellate di rifiuto codice EER 19.12.12 e 30 tonnellate di rifiuto codice EER 19.05.03, proveniente dagli impianti di trattamento pubblici e asserviti al circuito pubblico;

–  nella data del 27 maggio 2020 sono stati attivati i conferimenti nella discarica privata di Celico (CS). La discarica accoglie giornalmente 100 tonnellate di rifiuto codice EER 19.12.12 e 130 tonnellate di rifiuto codice EER 19.05.03 proveniente dagli impianti di trattamento pubblici e asserviti al circuito pubblico;

–  a seguito di due sopralluoghi necessari per definire i lavori funzionali al dissequestro della 2° vasca della discarica di Lamezia Terme in loc. Stretto è stato redatto il progetto esecutivo dei lavori. Nella data del 29 giugno 2020 è stata indetta la gara per la realizzazione dei lavori funzionali al dissequestro della 2° vasca. La procedura prevede l’affidamento e l’avvio dei lavori entro il 7 luglio 2020. I lavori dovranno essere effettuati entro i 20 giorni successivi. L’avvio dei conferimenti potrà avvenire dopo la realizzazione dei lavori e il dissequestro da  parte dell’autorità giudiziaria; 

–  in data 11 giugno 2020 è stato trasmesso al Comune di Lamezia la relazione redatta
dall’ARPACal sullo stato dei luoghi e le caratteristiche tecniche della 1° vasca di Lamezia in loc. Stretto. Il Comune di Lamezia deve redigere il progetto entro i successivi 30 giorni. Si procederà quindi all’autorizzazione e alla successiva realizzazione dei lavori; 

–  a seguito del sopralluogo effettuato sulla discarica di Melicuccà, la Città Metropolitana di Reggio Calabria ha redatto il progetto per l’utilizzo del I lotto. La Città Metropolitana di Reggio Calabria deve procedere all’indizione della gara per l’esecuzione dei lavori;

–  il sopralluogo effettuato sulla discarica di Castrolibero (CS) ha evidenziato l’impossibilità di procedere con qualsivoglia operazione di abbanco per l’evidente instabilità dei versanti;

–  per la discarica di Castrovillari in loc. Campolescia sono ancora in corso le attività di verifica. In ogni caso l’abbanco dei rifiuti deve essere effettuato esclusivamente ai fini del raggiungimento del piano di campagna e, comunque, senza alcuna sopraelevazione;

Inoltre è emerso che le due discariche pubbliche in esercizio di San Giovanni in Fiore e di Cassano allo Ionio e la discarica privata di Celico (CS) hanno una limitata capacità di abbanco per cui si è reso necessario ricorrere all’attivazione dell’accordo interregionale con la Regione Puglia per il conferimento di parte del rifiuto urbano codice EER 20.03.01 prodotto dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, seppure per limitate quantità e comunque sino al 30 giugno 2020.

I  tempi necessari per l’attivazione discarica di Castrovillari e i tempi necessari per la conclusione dei lavori sulle discariche di Lamezia e di Melicuccà hanno determinato il persistere di situazioni di criticità, come frequentemente documentato dalle missive inviate dalla Comunità d’Ambito di Vibo Valentia, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria nonché in, ultimo, nella data del 1 luglio 2020, di protesta dei Sindaci della provincia di Vibo Valentia diffusa dagli organi di stampa locali e nella nota del 2 luglio della Comunità d’Ambito di Vibo che segnala le gravi criticità del sistema di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani in tutta la provincia.

Nella stagione estiva, anche per la presenza dei flussi turistici, si determina un aumento della produzione dei rifiuti urbani con un fabbisogno maggiore di volumi di smaltimento. In particolare, a fronte di una disponibilità di conferimento in discarica di 800 tonnellate al giorno, il fabbisogno stimato giornaliero per il mese di luglio è di 1.200 tonnellate, di 1.300 tonnellate per il mese di agosto e di 1.100 tonnellate per il mese di settembre, con un evidente deficit mensile di smaltimento.