Coriandoli di lettere e sillabe soffiate nel circo delle parole

Il senso della vita nei racconti dello psicoterapeuta Mauro Notarangelo

di Mauro Notarangelo*

…Un uomo vestito da Giullare invita i passanti ad entrare nel più grande Circo delle Parole esistente, facendo piroette e dispensando coriandoli di lettere e sillabe soffiate, e gridando – Qual è la parola mancante? Sappiate che è marcata in neretto nei chili di troppo e si spiega pian piano nel racconto segnata. Aguzzate l’ingegno e accogliete le lettere sparse qua e là. Scoprite l’enigma del mondo che dalla notte dei tempi giace dentro di voi. Buon viaggio e buona parola! – All’entrata del Circo vi è riposta un grande bilancia.

Qui… si pesano le parole, perché ogni parola ha un peso!

Accanto la Bilancia sul muro vi è affisso un cartello con scritto: “Impara a pesar le parole, perché le parole hanno potere se soppesate. Prima di imparare a parlare… devi imparare a tacere! Nel silenzio riposano tutte le parole del mondo“. Appena entrati nel Circo, sulla destra, è riposta una macchinetta Self Service che dispensa parole da 50 centesimi; 1 euro; 2 euro, perché le parole hanno un Costo Energetico e questo valore lo attribuirete voi. Si narra che una parola su tutte non ha prezzo, sembra sia composta da tre vocali e due consonanti. Gli studiosi pensano a Cuore!

Ma vi è molta discordia a proposito. Proseguendo lungo il corridoio, s’incontra il Gran Bazar delle Collane: ogni perla una lettera ed ogni filo un’emozione!

 

Quanto son belle le Collane di Parole!

Ad esempio, se volessi pronunciare una parola con rabbia, dovrai scegliere il filo della rabbia e infilar le perle adatte; così come il filo
della gioia o della paura, perché ogni emozione ha il suo vocabolario. Tra parole ed emozioni occorre coerenza, altrimenti verrà fuori una collana un po’ bruttina e per nulla efficace. Ogni emozione ha il suo filo, occorrerà solo inserire le perle giuste.

Sulla sinistra, di fronte il Gran Bazar delle Collane, ci stà lo Shop delle parole Mitiche; son quelle che si ricordano da millenni e millenni. Ogni popolo ha le proprie parole mitiche, così come ogni gruppo o famiglia ha il suo top vocabolario.

Le parole Mitiche son quelle che richiedono molta lealtà e un senso di alta appartenenza. Chi non rispetterà tali parole verrà considerato un traditore. Ancora avanti ci sta la Via delle Costellazioni. Ogni parola ha la sua costellazione di significati.

Ogni uomo si nutre anche di parole, e il suo vocabolario è magicamente personale.

Per poter passare da una galassia ad un’altra occorre cambiare Costellazione di Significati, altrimenti, finirete per parlare solo con voi stessi e
resterete sordi all’ascolto. Ahimè! ancora più avanti si entra in uno spazio quieto ed ampio: Il Cimitero delle Parole! Le parole in disuso che finiscono nel gran calderone delle lingue morte.

S’intravedono le parole: Compassione; Rispetto, Umanità, Gratitudine, ***** e tante altre. Parole che hanno perso potere. Ancora avanti troviamo la Gran Cassa dei Suoni e dei Rumori.

Le parole son nulla senza suono.

Ricordatevi sempre che le parole son vibrazioni e nascono per un ostacolo. C’è un gran vento dentro di noi, lo chiamano Soffio Vitale, e ci son delle corde. Buon vento alle parole e sappiate scegliere le corde giuste e tirarle e mollarle a tempo debito, perché la parola possa risultare più efficace possibile. Imparerete pian piano ad andar controvento e a dire ciò che esattamente pensate senza infingimenti, sarà arduo ma
ne varrà la pena. Ahi ahi… stiamo entrando nella Sala dei Corpi, sarebbe la stanza delle parole Incarnate. Sappiate che le parole acquisteranno valore e peso quando verranno incarnate.

Ogni parola ha la sua postura e ad ogni parola il corpo agirà e reagirà.

La parola, dunque, condizionerà i vostri comportamenti. Le parole che faranno breccia saranno quelle che passeranno direttamente dalla lingua al cuore. Il cuore potrà battere più veloce o più lento in relazione ad una parola detta, così come il respiro salirà o scenderà in base ad una parola percepita. In fondo, nell’angolo, son riposte in una teca le Parole Pronunciate e non Scritte, son quelle che si danno un
tono più di lingua che di penna. Più in là c’è una scala, quella che porta agli albori del suono, perché la parola, oltre ad essere vento, è luce. Difatti, se pronunci una parola ti sovviene l’immagine.

Ogni parola si fa amaca per i cinque sensi e i cinque sensi si cullano in attesa di esser svegliati.

In cima alla Scala, in un frammento di fiaba scritta in Sanscrito si legge: “…E ogni goccia di pioggia contiene una lettera
o una vocale… e ogni uomo ha le sue gocce di pioggia e le sue parole assegnate… la pioggia assorbita dal corpo trasuda e sgorga significati. Ogni uomo dovrà scegliere le parole da usare”. Più avanti ancora c’è il Gran Salone degli Specchi perché ogni parola ha una coscienza e ogni parola ha il suo verso, il suo sinonimo e il suo contrario.

E adesso voilà, si entra in Cucina per assaporare le parole cotte e precotte, le parole surgelate, son quelle che ogni tanto rispolveri e di primo acchito ti appaiono fredde per poi riscaldarsi e infuocarsi, son quelle cui non avevi fatto molto caso, eppur hanno una gran forza. Ogni parola, sappiate che è una distorsione di una percezione o di un’emozione, o di un pensiero, perché ogni parola non è una retta ma una parabola.

D’un tratto si udì gridare il GiullareBambini imparate a cambiar le parole, perché solo così imparerete a modificar le vostre abitudini.

Non stancatevi mai di descrivere e dialogare.

Le parole son delle pile, danno molta carica ma se mal usate assorbiranno tanta energia. ABRACADABRA è una parola
in aramaico che vuol dire: Io creerò come parlo! Ogni uomo è un mago di parole per sé. Si crea con le parole descrivendosi – Le parole hanno un’ombra e mille significati. Non dimenticate le parole taciute, sono quelle che ti restano sullo stomaco e risiedono là per diventare in futuro quelle vomitate.

Queste son parole molto condizionanti perché ti guideranno contro il tuo intendimento. Le parole taciute ti faranno perdere coerenza e prima o poi potrebbero diventare delle parole urlate. E poi ci sono le parole sussurrate. Ogni parola ha la sua casa e il suo contesto, fuori contesto avrebbero significati diversi.

Siam fabbriche di parole. Pensate al nostro nome, forse è la parola che pesa di più, perché è quella che viene per ultima dimenticata. Ah dimenticavo la memoria! Come trattar le parole senza memoria e attenzione?

La memoria è la canna da pesca, l’attenzione è la torcia che illumina.

Il mondo delle parole è un mondo meraviglioso. Son come le palline multicolorate che stanno nelle sale giochi dei bambini: tuffatevi dentro e divertitevi, vi consoleranno, argineranno fiumi gonfi che potrebbero straripare. Sappiate che ogni parola ha un cuore, una lingua e dei polmoni.

In fondo, alla fine del corridoio ci sta un’attrezzo Siriano antichissimo L’astrovocabolabio. L’attrezzo usato per determinare l’altezza
delle parole all’orizzonte. Serviva per navigare e trovar rotta nel mar grande dei significati. La legenda narra che le parole son depositate in fondo al mare. In un luogo all’orizzonte evaporano e poi scendono come lettere nelle goccioline di pioggia. Questo un pò conferma il frammento sanscrito ritrovato. Prima di uscire dal circo c’è scritto: quando descriverete un’emozione non è bello dire: Non ci sono
parole!, perché le parole ci sono: sceglietele con cura, perché sarete le parole che sceglierete di pronunciare.

Non siate dei lettori ma dei creatori.

Sarete voi a formular  il vostro vocabolario. All’uscita del circo il Giullare ride e grida – ***** … trovata la parola mancante? E’ marcata nei chili di troppo: il Grassetto! oggigiorno riposa nel Cimitero delle Parole ma non preoccupatevi… non morirà mai! Giace dentro di
voi. Datele fiato e non ve ne pentirete. Buon Circo e buon Soffio!

*Medico psichiatra psicoterapeuta