Ennio Morricone raccontato da Furriolo: “Un monumento dell’intelletto umano”

"Il legame tra l'artista, la città e il Teatro Politeama si è colpevolmente disperso, tra l’insipienza  e le piccole gelosie di mestiere"

Oggi è una giornata molto triste. La morte di Ennio Morricone segnerà indelebilmente  questa giornata nella storia dell’arte e della cultura mondiale. Un monumento dell’intelletto umano universalmente riconosciuto per la sua grande genialità, che ha superato i confini dei territori e delle generazioni.

La sua musica è riuscita a toccare le vette più alte mai raggiunte nella storia, attraverso un intreccio unico e mai sperimentato tra mondo classico e modernità, rivoluzionando tutte le concezioni e le divisioni tra i generi artistici e musicali.

Ennio Morricone è stato l’artista più moderno, ma anche più intriso di cultura e rispettoso dei canoni stilistici della grande musica sinfonica, riletta e reinterpretata con la straordinaria sensibilità e intelligenza dell’uomo di oggi, che riesce a trasmettere emozioni e atmosfere trasversali, attraverso il linguaggio e l’uso di strumenti prima sconosciuti o ritenuti inidonei per la grande musica.

Le sue oltre 500 colonne sonore hanno creato un legame inscindibile e mai prima riconosciuto tra musica e immagine.

Ne parlavamo nel pomeriggio con il suo amico di sempre, il Maestro Gino Lanzillotta, animatore dell’Orchestra Roma Sinfonietta, che accompagnò Ennio Morricone in tutti i più importanti concerti nelle più importanti piazze e teatri del mondo. E anche a Catanzaro e al Teatro Politeama, che deve a Ennio Morricone il grande rilancio che, tra il 2007 e il 2011, consentì a Catanzaro di uscire dalla Calabria e conquistarsi un posto d’onore nel mondo della cultura e dello spettacolo nazionale e internazionale, grazie alla nostra intuizione e al sostegno delle amministrazioni guidate da Rosario Olivo prima e Michele Traversa poi. Grazie alla guida spirituale e umana che proprio Morricone ci assicurò nella elaborazione e nella realizzazione delle varie edizioni, fino al 2011, degli spettacoli de “La Grande Musica per il Cinema” che portò al Politeama i grandi Maestri premi Oscar come Michael Nyman, Ryuichi Sakamoto, Nicola Piovani, Giuseppe Tornatore, Luis Bacalov, e un grande autore di musiche da film come Riz Ortolani, oltre naturalmente  le epiche esibizioni del Maestro Morricone.

Sono stati quelli gli anni in cui il Politeama ha ospitato, tra gli altri, artisti come Charles Aznavour, Roberto Bolle, Gigi Proietti, la grande lirica con Daniel Oren, Renato Bruson, Marcelo Alvarez. E la città di Catanzaro seppe tributargli il grande onore di conferirgli la Cittadinanza Onoraria nel 2011. 

Purtroppo da allora il legame tra Morricone, la città e il Teatro Politeama si è colpevolmente disperso, tra l’insipienza  e le piccole gelosie di mestiere di chi trovava da ridire perfino sul fatto che eravamo riusciti a portare Morricone per ben tre volte al Politeama nel giro di quattro anni o, peggio, che erano troppo alti i compensi del Maestro e della Roma Sinfonietta.

Roba da beghe di paese, ma che caratterizzano anche la grande crisi di identità della città di Catanzaro e della sua vita culturale, che dovrebbe avere nel Teatro Politeama il suo punto più alto.

La città e le sue istituzioni culturali si sono come rinchiuse in una logica provinciale in cui tutto viene subordinato alla logica dei numeri, che sopratutto nel mondo della cultura mortifica l’eccellenza a vantaggio della mediocrità.

Una delle ultime volte che ho avuto il privilegio e l’onore di stare con Ennio Morricone e la sua adorata moglie Maria festeggiammo proprio a Catanzaro, all’Hotel Palace, il suo 83 compleanno insieme a Mario Foglietti e Sergio Dragone. Mentre rimane in me il rammarico  di una missione incompiuta la grande opportunità che Morricone mi regalò in occasione di una delle visite nella sua splendida casa romana, allorchè mi fece dono del libretto dattiloscritto di Guido Barbieri e Sandro Cappelletto, dal titolo “Partenope”, che celebra il mito e la nascita della città di Napoli, che Morricone avrebbe voluto musicare e rappresentare proprio al Politeama di Catanzaro.

Il tempo e gli eventi hanno disegnato, poi, ben altri scenari e oggi ci consegnano il dolore per la scomparsa di un Uomo straordinario, ma anche l’orgoglio e il privilegio di aver avuto la fortuna di operare accanto al più grande Artista del XXI secolo.