L’indimenticabile Maurizio Rossi, il ricordo del 60esimo anno della sua nascita a Catanzaro

In questo giorno nel 1960 nasceva una persona capace nelle avversità di aiutare il prossimo porgendo la mano

A scrivere è il suo papa, Giancarlo Rossi che ricorda con tenere parole una persona unica sempre di sostegno agli altri, Maurizio.
In questo giorno, nel lontano 1960, veniva al mondo il nostro Maurizio.
Un parto lungo, difficile e dolorosissimo che la Mamma affrontò con coraggio e con straordinaria capacità di sopportazione del dolore.
Preludio a quanto sarebbe accaduto.
Mentre festeggiavamo il suo arrivo, era il primogenito, Iddio definiva i Suoi misteriosi disegni.
Pochi anni dopo avvertì il suo primo dolore localizzato, cui seguì una diffusione generalizzata. Prime visite dai migliori specialisti nazionali e accertamenti diagnostici per giungere alla sentenza di una malattia cronica e devastante.

Rimanemmo confusi, impreparati, smarriti, ma ben presto comprendemmo che Iddio ci stava sottoponendo ad una prova. Ci chiedeva di abbracciare la Croce e di seguirlo sulla via del Calvario.
Rispondemmo con un ‘SI’ convinto sicuri che non ci avrebbe abbandonato.
La strada fu dura e la Croce pesante, ma lungo l’interminabile percorso Iddio ci confortò con i Suoi doni.
Maurizio mostrava una acuta intelliganza, una Fede profonda, capacità di nascondere la sofferenza dietro il sorriso, grande coraggio nell’affrontare le avversità e nell’adattarsi ad una vita così diversa, predisposizione ad aiutare il prossimo porgendo la mano, pur nelle sue tristi condizioni, a chi era caduto.

Per questo tutta la città lo ricorda.
Amava profondamente la vita e la natura che non smetteva mai di ammirare.
Conobbe la profonda, indescrivibile bellezza dell’Amore Spirituale.
Il disegno di Dio si svolgeva e noi ora eravamo capaci di coglierne il significato: Maurizio era stato posto nel mondo e soffriva per il conforto e la salvezza di molti.
In lui vedevamo la forza del Signore.
Una mattina, infine, Iddio mandò gli Angeli a prenderlo volendolo ormai con sé e noi, rassegnati, cosi pregammo:
TI RINGRAZIAMO SIGNORE DI AVERCI DATO MAURIZIO