Omicidio Aversa, 200mila euro di risarcimento per l’uomo ingiustamente accusato

A stabilirlo, secondo quanto reso noto dal suo storico avvocato difensore, Armando Veneto, è stato il Tribunale di Salerno che ha condannato magistrato

Giuseppe Rizzardi, l’uomo che per anni è stato ritenuto il killer dell’ispettore di polizia Salvatore Aversa, ucciso a Lamezia Terme insieme alla moglie Lucia Precenzano il 4 gennaio del 1992, sarà risarcito dallo Stato, in persona del presidente del Consiglio dei Ministri, con 200mila euro. A stabilirlo, secondo quanto reso noto dal suo storico avvocato difensore, Armando Veneto, è stato il Tribunale di Salerno, che ha condannato per colpa grave Adelchi D’Ippolito, il pm in servizio alla Dda di Catanzaro che coordinò le indagini. Il magistrato, ora procuratore a Venezia, è stato anche condannato a pagare i due terzi delle spese processuali. Rizzardi era stato condannato all’ergastolo in primo grado e il presunto complice Renato Molinaro (morto pochi anni dopo) a 25 anni. Poi, dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti, sono arrivate le assoluzioni in appello e in Cassazione, e in seguito a confessare furono i veri killer, i tarantini della Sacra Corona Unita Salvatore Chirico e Stefano Speciale, assoldati dal boss lametino Francesco Giampà, detto “il professore”, condannato a 30 anni di carcere nel 2009.

Rizzardi ha anche chiesto, in un diverso procedimento, 5 milioni di danni al ministero dell’Interno sulla base di un presunto complotto ai suoi danni che aveva come perno centrale, questa la sua tesi, le dichiarazioni della presunta testimone oculare Rosetta Cerminara, che però, secondo il presunto killer, all’ora del delitto si trovava dal parrucchiere, ragion per cui non avrebbe potuto assistere a nessun omicidio.