Lesioni ad un bimbo di tre mesi a Catanzaro, chiuse le indagini per il padre

Il piccolo arrivò in ospedale con lividi, fratture e segni di morsi. Per la mamma il pm ha chiesto l'archiviazione.

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E’ accusato di avere procurato lesioni personali aggravate al proprio figlioletto di appena tre mesi di vita. Il 27enne A.L., nato a Locri e residente a Catanzaro, ha ricevuto l’avviso di conclusione indagini vergato dal sostituto procuratore Stefania Paparazzo. Per la mamma del neonato, inizialmente sospettata, il pm ha chiesto l’archiviazione.

Portato al Pronto Soccorso dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro il 30 gennaio scorso, al bimbo vennero riscontrate ecchimosi sul viso e sulle braccia, il segno di un morso sull’avambraccio sinistro, un’ematoma sulla spalla e una frattura della clavicola e fratture costali.

Immediato l’avvio delle indagini da parte della Squadra Mobile della Questura di Catanzaro, allertata dai medici dell’ospedale. Da subito le spiegazioni dei genitori erano sembrate piene di incongruenze e contraddizioni, essendo evidente che le lesioni sul corpo del piccolo non potevano essere compatibili con una caduta o un episodio accidentale. Tra l’altro i genitori si opposero al ricovero e riportarono a casa il piccolo, poi rintracciato e riportato in ospedale dai poliziotti della Mobile. Gli esami diagnostici condotti sul piccolo rilevarono che alcune lesioni erano risalenti nel tempo e non curate.

L’indagato, difeso dall’avvocato Federico Sapia, ha ora 20 giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti e depositare atti di indagini difensive, chiedere di essere sottoposto ad interrogatorio. Solo dopo la Procura potrà decidere per l’archiviazione o procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

 

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