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Accademia Belle Arti, il direttore: “Forse qualcuno che vuole screditare l’Istituzione?”

Chi sente di esser stato danneggiato ha il diritto di protestare e di rivolgersi anche alle autorità competenti.

Provoca amarezza leggere sulla stampa locale di notizie snaturate che giocoforza gettano ingiustamente ombre e sospetti sull’operato dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro (ABA): una istituzione illustre ca va sans dire.

L’amarezza è aumentata dall’apprendere che le affermazioni tendenziose e poco coraggiose provengono da chi neppure conosce realmente l’Istituzione ABA, ma è mosso (ci riferiamo alla fonte ignota) da un disegno recondito quanto il segreto di pulcinella: condizionare le attività didattiche senza disturbo. Dispiace che dei tanti eventi messi in cantiere in questo anno, intensificati soprattutto negli ultimi mesi per non abbandonare gli studenti in questo momento difficile, soltanto alcuni, e comunque pochi, siano stati supportati dalla cronaca regionale e che vengano, poi, offuscati da affermazioni incaute, evidentemente non verificate e sprovviste di riscontro, utili a nessuno.

Ci chiediamo, piuttosto, chi sia stato a fornire distorte informazioni. Forse che si voglia screditare l’Istituzione? Forse dei rancori o delle maldicenze che – ancora una volta – sembrano essere più efficaci dei fatti reali?

Fatti.. che vanno chiariti, soprattutto per rispetto dei docenti, del personale amministrativo e degli studenti che vivono l’Accademia.

Per chi non appartiene al mondo dell’AFAM è bene precisare che tutti possono partecipare ai bandi pubblici; i curricula dei candidati vengono valutati da commissioni di esperti di settore, spesso esterni all’Istituzione che bandisce. Il curriculum del candidato viene valutato in relazione all’attinenza del suo profilo con le specificità degli ambiti disciplinari messi a bando. Ad esempio, avere un buon curriculum incentrato su pittura, scultura o videoinstallazione non significa poter ambire alla cattedra di Grafica d’arte/Illustrazione. I candidati vengono valutati in base alle qualità oggettive del loro percorso formativo e/o artistico e anche in relazione al parterre dei partecipanti al bando stesso: con ciò non si vuole sminuire il valore di alcuno, ma si vuole chiarire che le valutazioni che portano una commissione di esperti a redigere una graduatoria implica molte variabili contingenti. Basti pensare che per alcune discipline è utile la presentazione di cartelle artistiche in originale, la cui presenza può aiutare la commissione a comprendere le capacità tecniche del candidato.

Accade quindi che chi non conosce la normativa o la prassi possa essere indotto in errore. In ogni modo, chi sente di esser stato danneggiato ha il diritto di protestare e di rivolgersi anche alle autorità competenti. Non è certo la prima volta che un Ente pubblico, il nostro o altri, sia soggetto ad accertamenti sulle procedure concorsuali. E d’altro canto, chi – come nel nostro caso – è sicuro di aver operato in trasparenza e al meglio, non può che beneficiare delle indagini da parte della magistratura, per comprovare la liceità del proprio operato.

Nonostante ciò, il lettore più acuto non mancherà di stupirsi dell’improbabile numero di parenti che sarebbero stati assunti in Accademia negli ultimi tre anni, secondo quanto riportato nell’articolo apparso in data 20 giugno sul Corriere della Calabria. La stampa e i giornalisti devono fare il loro mestiere: fornire ai cittadini informazioni libere, ma è obbligatorio verificare la veridicità delle informazioni.

Nei “soli” tre anni di Direzione del prof. Vittorio Politano (non Vito Politano, come riporta l’articolo), periodo in cui si è registrato l’aumento degli allievi grazie alle scelte innovative dell’offerta formativa e grazie anche ai docenti qualificati che lavorano in Accademia, sarebbe stato veramente “impegnativo” trovare collocazione a 10 – 12 persone “affiliate” tra i 55 docenti dell’ABA (e non 40, come riporta l’articolo) tra contrattisti e personale in pianta organica.

Saremmo sicuramente d’accordo se il Ministero facesse una disamina sulle operazioni di reclutamento del personale da noi in servizio, e soprattutto in relazione ai bandi svolti nell’a.a. 2018/2019. Difatti già la Polizia Giudiziaria – che a settembre 2019 ha visionato bandi, graduatorie e procedure – non ha rilevato irregolarità. Il Ministero era già stato attenzionato dalla nostra Istituzione, grazie alla disponibilità e alla penna della senatrice Bianca Laura Granato che a dicembre 2019 aveva effettuato un sopralluogo nella nostra sede. La senatrice ci aveva sostenuto nell’affermare che la sede non è abbastanza capiente per ospitare tutti i laboratori e tutti gli studenti; una posizione che è da oltre un anno oggetto di contrasti tra Direttore e Presidente dell’ABA. Ma ancora, la stessa Granato aveva scritto al Ministro dei Beni Culturali Franceschini (non alla Ministra Azzolina, come riferisce il già citato articolo) per effettuare delle verifiche sulla gestione economico-amministrativa, in merito alla quale anche la Direzione e il collegio docenti aveva chiesto poco prima dei ragguagli.

La presa di distanza dall’operato del Presidente del Consiglio di Amministrazione, arch. Giuseppe Carmine Soriero, era stata sancita dalla sfiducia votata allo stesso dal collegio docenti e dal Consiglio Accademico a inizio gennaio 2020. Sebbene le condizioni che avevano portato alla sfiducia di Soriero, ad oggi, persistano (docenti non pagati dall’anno accademico 2018/2019; scelte non condivise e non condivisibili messe in atto, seguendo una volontà politica piuttosto che il senso istituzionale; ritardi e mancanze amministrative; offerta formativa non pienamente erogata nell’anno accademico in corso), tuttavia il MIUR e il Ministro Manfredi non si sono ancora espressi sulla rimozione di Soriero dall’incarico apicale. E così un Presidente sfiduciato continua a frenare la didattica e a bloccare (ne abbiamo le prove) i pagamenti dei docenti.

Soriero che, da uomo di sinistra, avrebbe dovuto avere più cura dei lavoratori. Purtroppo tra i docenti non pagati ci sono coloro che hanno lavorato regolarmente al progetto dei pre-accademici, un progetto di grande valore per l’Accademia -c hecché ne dica Soriero – in materia di orientamento, di pre-informazione e di sensibilizzazione all’arte dei giovanissimi, poiché i destinatari sono i ragazzi dai 14 ai 18 anni.

I docenti, regolarmente contrattualizzati, hanno svolto l’attività richiesta dall’Accademia tra settembre – ottobre 2019, senza essere stati ancora retribuiti. Si sappia che il mancato pagamento è relativo non alla mancata copertura finanziaria, ma a ritardi amministrativi, che hanno portato anche l’Ente a vivere sino al 30 aprile 2020 in esercizio provvisorio, dunque con il bilancio bloccato.

E’ paradossale che proprio un ristretto gruppo di docenti, ossia quelli che adesso sono accusati di familismo, sono stati retribuiti tra ottobre e dicembre 2019.

Non appena sarà possibile tornare in sede di persona, sarà avviata una verifica sui motivi per cui i responsabili amministrativi – che da marzo 2020 sottolineano presunte irregolarità da parte di alcuni docenti e che sono i soli a poter compiere operazioni di liquidazione delle economie – abbiano effettuato i pagamenti ai docenti in questione, senza operare le verifiche prima del pagamento. Si dovrà fare luce quindi sulla discrezionalità della scelta dei docenti retribuiti dagli uffici amministrativi, il cui operato avrebbe dovuto essere verificato per tempo dal Consiglio di Amministrazione e dal capo ufficio ovvero il Direttore Amministrativo.

Così come sarà fatta una verifica sulla legittimità procedurale dell’operato del docente responsabile del progetto dei pre-accademici.

Come comunicato al Presidente Soriero e al Ministero, il Direttore Politano e il Consiglio Accademico, ad aprile 2020, hanno valutato di sospendere l’incarico del docente responsabile del progetto per avviare le opportune verifiche, attraverso l’istituzione di una Commissione istruttoria preposta, composta da un fiduciario del Direttore e da esperti. Ma rientrare in sede sarà possibile solo quando il Presidente Soriero, responsabile della sicurezza, riuscirà – tramite le figure idonee – a redigere un piano di sicurezza, nel rispetto della nuova normativa sul COVID 19.

In attesa che ciò avvenga, e che Soriero si attivi, il buon senso ci impone di evitare affermazioni incaute e inesatte o addirittura diffamazioni che possono compromettere l’immagine dell’Istituzione e di tutti i professionisti, docenti e personale tecnico-amministrativo, che con passione e dedizione lavorano, anche senza la dovuta retribuzione.

Il Direttore, Prof. Vittorio Politano