Inchiesta piscina comunale: “Scambio di favori” tra i tre indagati

Soldi o la sistemazione di uno di famiglia in cambio delle sue conoscenza del Comune messe a disposizione dell'associazione sportiva che gestiva la piscina

Un avviso di conclusione indagini è stato notificato all’ex assessore allo sport al Comune di Catanzaro Giampaolo Mungo, in carica dal 2013 al 2017, al titolare della associazione sportiva dilettantistica “Catanzaro Nuoto” Antonino Lagonia, e a Salvatore Veraldi, all’epoca dei fatti fidanzato con la figlia di Mungo. Traffico di influenze illecite in concorso l’accusa ipotizzata nei loro confronti nell’atto firmato dal procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, dal sostituto Giancarlo Novelli e dal pm Graziella Viscomi. Secondo l’accusa, Mungo, sfruttando amicizie all’interno del Comune di Catanzaro e della municipalizzata Catanzaro Servizi, si sarebbe fatto promettere e dare diverse utilità da Lagonia, con la mediazione di Veraldi. Con la promessa di mettersi a disposizione di Lagonia e della sua Asd Catanzaro nuoto in relazione alla gestione degli spazi della piscina comunale Vinicio Caliò e in relazione alla programmazione dei campi da tennis di Ponte Piccolo, Mungo, per l’accusa, avrebbe ricevuto 7.500 euro nel 2015 versati dalla Ads Catanzaro Nuoto su una poste pay intestata a Veraldi, con la causale “assistenza spogliatoi, attività agonistiche e assistenza campus estivo”. Lagonia avrebbe assunto fittiziamente il fidanzato della figlia di Mungo il quale risulta sconosciuto a coloro che hanno lavorato nella piscina comunale. Salvatore Veraldi avrebbe poi ricevuto la somma di 7.500 quale stipendio per i nove finti mesi di lavoro. Ma i soldi, secondo l’accusa, dovevano essere stornati in favore di Mungo come si evincerebbe dai prelievi in contanti da parte di Veraldi subito dopo l’arrivo del bonifico. Stessa somma, per l’accusa, è stata elargita a Mungo da Lagonia nel 2016, sempre tramite Veraldi mediante la consegna mensile di 925 euro a titolo di stipendio. Inoltre Lagonia avrebbe assunto la figlia di Mungo nella società sportiva. Da oggi gli indagati, assistiti dagli avvocati Giuseppe Muscari, Antonio Lomonaco e Antonello Talerico, hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o chiedere di essere sentiti dall’autorità giudiziaria. (ANSA).