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Abusivismo edilizio ed esercizio abusivo, Mama’s sotto sequestro

Operazione dei carabinieri di Soverato

Abusivismo edilizio, non ottemperanza delle precedenti prescrizioni, una sanatoria non valida in quanto zona sismica, lavori all’interno non autorizzati ed esercizio di attività per circa un mese in assenza di autorizzazione per pubblico spettacolo. Sono questi alcuni dei motivi per i quali i carabinieri della compagnia di Soverato, agli ordini del capitano Gerardo De Siena, questa mattina hanno proceduto con il sequestro del locale Mama’s.

LA NOTA STAMPA DEI CARABINIERI

Questa mattina, i Carabinieri della Stazione di Soverato hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di un nota discoteca  nel soveratese, emesso dal G.I.P. di Catanzaro, su richiesta dell Procura della Repubblica. Il  provvedimento scaturisce da un’attività investigativa  svolta dai carabinieri, coordinati dal Procuratore della Repubblica,  Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto,  Giancarlo Novelli, e dal Sostituto Procuratore,  Stefania Paparazzo.

Le indagini hanno avuto inizio nel 2019 a seguito della denuncia di un cittadino del comprensorio, in relazione a delle presunte violazioni della normativa urbanistica e paesaggistica inerenti l’area dove sorge il  locale. Secondo gli elementi raccolti, i responsabili della struttura, in estrema sintesi, avrebbero realizzato, in zona sismica e ad elevatissimo rischio idraulico, manufatti in calcestruzzo armato, fissati su struttura metallica e sottostanti gabbionate di pietrame, in assenza della preventiva autorizzazione dell’ufficio tecnico della regione Calabria e omettendo di darne comunicazione al comune competente.

Inoltre, in un periodo l’attività è stata esercitata senza la necessaria autorizzazione di pubblico spettacolo, rilasciata dalla Commissione di Vigilanza del comune di Soverato, ai sensi degli articoli 68 e 80 del T.U.L.P.S. (Testo Unico sulle Leggi di Pubblica Sicurezza). Infine, in una circostanza, è stato consentito l’ingresso agli avventori in presenza di allerta meteo gialla diramata dalla protezione civile, violando così un’apposita ordinanza comunale. L’immobile, all’esito delle formalità di rito, è stato affidato ad un custode giudiziario preventivamente individuato dall’A.G.