Murgano (Camera Penale): “Sempre propositivi ma non accetteremo atteggiamenti di chiusura ingiustificati”

Il penalista catanzarese al primo giorno da presidente della "Alfredo Cantafora"

Sono trascorse poche ore dall’elezione del nuovo direttivo della Camera Penale di Catanzaro, ma il presidente Valerio Murgano è già al lavoro.

Gli obiettivi erano chiari fin da principio, la macchina già in moto e ora non c’è che partire.

 Come interpreterà il Ruolo di Presidente della Camera Penale?

Intanto vorrei manifestare grande soddisfazione per la vitalità ed il fermento che caratterizza la nostra associazione.

Ieri abbiamo avuto un grande momento assembleare ed il numero dei votanti ha superato il 90% degli aventi diritto.

Nonostante le difficoltà logistiche determinate dall’emergenza sanitaria e dalla circostanza che si sia votato per questioni logistiche fuori dal palazzo di giustizia.

Sono davvero entusiasta per la squadra che si è formata all’esito del voto; il Consiglio direttivo, anche  attraverso le nomine dei probiviri, si è arricchito della presenza di (ulteriori)pregevoli colleghi, la cui militanza ed impegno nella camera territoriale e nell’UCPI è cosa nota.

Quanto ai propositi, pur consapevoli che la crisi del settore giustizia è in una fase acuta e che la credibilità degli attori (tutti) sia al minimo storico, di fronte a questo quadro, non solo non ci perdiamo d’animo.

 Rilanciamo il nostro impegno per rinnovare l’immagine dell’avvocatura e per proporci come interlocutori privilegiati ed indispensabili delle istituzioni giudiziarie e politiche locali.

Quali i primi propositi del nuovo biennio?

Innanzitutto, implementare la partecipazione dei Penalisti catanzaresi nella vita associativa, sia attraverso il coinvolgimento diretto nelle numerose iniziative di cui ci faremo promotori, sia incentivando le iscrizioni dei giovani colleghi i cui studi di appartenenza si occupano di diritto penale; insomma, sembrerebbe ovvio ma è doveroso ribadirlo: la Camera Penale ai penalisti.

Il secondo ed immediato proposito è quello di riacquistare, sulla scia del solco tracciato dal Consiglio Direttivo uscente, la dimensione rappresentativa in seno all’Unione delle Camere Penali Italiane, così come da tradizione della nostra camera penale, da sempre tra le più valide e attive realtà territoriali.

Inoltre, sempre nell’immediato, occorre far fronte alle problematiche organizzative originate dall’emergenza sanitaria: benché la questione sia comune agli uffici giudiziari di tutto il territorio nazionale, davvero non è più tollerabile che alla  ripresa effettiva dell’attività processuale nelle sovraffollate aule d’udienza, non corrisponda un’altrettanta accessibilità alle cancellerie.

L’effettività del diritto di difesa passa ineluttabilmente dalla possibilità di compulsare – in ogni  momento – ogni atto del processo.

Occorre intervenire in maniera propositiva e collaborativa con le istituzioni giudiziarie e amministrative, ma non accetteremo rendite di posizione o atteggiamenti di chiusura ingiustificati. Se tutti hanno a cuore l’interesse comune, rappresentato dal funzionamento della macchina giudiziaria, allora la voce dell’avvocatura penalista non può che essere determinate.

Quali sono i rapporti tra avvocature e magistratura, anche alla luce delle inchieste nazionali e locali?

Intanto quale iscritto del Foro Catanzarese, mi piace ricordare il clima di coesione che governa i rapporti tra avvocati.  Lo splendido lavoro di inclusione effettuato dai miei immediati predecessori (Carvelli e Scuteri) e la politica organizzativa e di partecipazione del Presidente del COA (Antonello Talerico) consentono oggi di poter ammirare un’avvocatura forte e unita come mai in passato.  Se qualcuno poteva immaginare uno scontro generazionale rimarrà deluso.

La toga sulle spalle accomuna tutti noi per un solo ed unico fine: la tutela dei diritti in nome del diritto penale liberale.

Quanto ai rapporti con la magistratura, come Presidente della Camera Penale non posso che registrare un’interlocuzione proficua e costante che si protrae oramai da tempo.

Vi è certamente, come in parte è giusto che sia, un diverso “sentire”; soprattutto con la magistratura requirente. Una visione culturale e di ideali che però deve trovare un terreno comune nell’interesse dei cittadini, quantomeno nella salvaguardia dei basilari principi di uno Stato di Diritto.

Affinché ciò accada è improcrastinabile l’obiettivo che l’UCPI si prefigge da tempo e che, anche grazie all’incredibile lavoro di raccolta delle firme da parte della Camera penale di Catanzaro, ha consentito l’approdo in parlamento della proposta di legge sulla “Separazione delle carriere dei Magistrati”.

Per il resto e nel rispetto dei ruoli, noi non faremo mai mancare la nostra dedizione ed il sostegno necessario nell’interesse del bene comune e che mi piace appellare con il sostantivo “GIUSTIZIA”.

L’auspicio, quindi, è che il prossimo biennio sia un “nuovo” anno di lotta e impegno civile in nome di quei fondamentali Diritti di libertà che il nostro Statuto, in aderenza al “Manifesto del Diritto Penale Liberale e del giusto processo” ideato dall’UCPI in collaborazione con l’accademia dei giuristi, ci impegna a difendere e garantire con forza, passione civile e coscienza.