I Rom le occupano la casa mentre è ricoverata, ma il suo grido d’aiuto resta inascoltato. Il figlio si rivolge a Gratteri

La triste quanto purtroppo comune vicenda di una donna di 84 anni che non può rientrare nel suo appartamento

Quarant’ anni nella stessa casa. Una vita condotta onestamente con la sua famiglia. Malgrado intorno regni il degrado sociale e logistico. Eppure da lì non era mai voluta andar via. Fino a quando un anno fa, ad 84 anni, una malattia non la costrinse a ricoverarsi e poi, per le cure successive, a rimanere in una struttura protetta. Ma oggi che potrebbe tornare tra i suoi ricordi, continuare a vivere dove è abituata a stare non lo può fare. Nei momenti più difficili della sua malattia, quando ha avuto bisogno di tutte le attenzioni del figlio, che per qualche giorno non è potuto andare materialmente a casa della madre,  un’altra donna, di etnia Rom, in spregio a qualunque regola del vivere civile, con le sue due figlie ha pensato bene di occupare abusivamente il suo appartamento. Uno dei tanti di proprietà dell’Aterp che sono lasciati al libero scempio di chi non conosce regole .

IL CILINDRETTO DELLA PORTA CAMBIATO

Il 23 gennaio scorso il figlio finalmente si reca in quell’appartamento, ma appena inserisce le chiavi nella toppa si accorge che il cilindretto è stato cambiato. Bussa. Gli viene aperto. Una donna candidamente afferma che lì ci stava lei con le figlie che lui se ne poteva andare. L’uomo allora chiama le forze dell’ordine che in un odioso quanto consueto rimpallo di competenze, rispondono che deve formalizzare una denuncia.

LA DENUNCIA NEGLI UFFICI DELLA QUESTURA

Il figlio della signora, che intanto è all’oscuro di tutto e aspetta solo di rientrare in casa sua dopo la lunga malattia, si reca negli uffici dell’Upg- Sp della Questura di Catanzaro. Racconta tutto. Anche la paura che ha provato quando la donna che occupava l’appartamento di sua madre lo ha minacciato di chiamare i parenti e della mortificazione nel dover girare le spalle e andar via sapendo di star subendo  la peggiore delle ingiustizie. Ha fatto in tempo a vedere che tutte le suppellettili e i ricordi della sua famiglia erano accatastati in un bidone della spazzatura messo fuori dal condominio.

LE RICHIESTE D’AIUTO RIVOLTE AL PROCURATORE GRATTERI E ALL’EX PREFETTO

L’uomo ha fatto denuncia, ha scritto a chiunque, dall’ex Prefetto fino al Procuratore Gratteri al quale chiede “ascolti anche noi signor Procuratore, noi che siamo vittime di queste prepotenze contro le quali abbiamo solo la nostra voce per urlare”.

La legittima assegnataria della casa è ancora ricoverata in una casa di cura, senza che ve ne sia effettivamente necessità, perché potrebbe continuare l’assistenza a casa sua. Se solo potesse tornarci.

L’ULTIMO DESIDERIO…RIVEDERE CASA SUA

Chissà se qualcuno riuscirà ad esaudire quello che potrebbe essere  l’ultimo desiderio di una donna che da Piazza Catelfidardo civico D/ 5, quartiere Aranceto della città, inferno del capoluogo di Regione, malgrado tutto non era mai voluta andar via.

La signora non vuole un’altra casa, non chiede un’assistenza fine a se stessa, vuole tornare a casa sua.