La relazione clandestina gli costa un Rolex, ma lui denuncia il presunto estorsore

Un ingegnere impiegato alla Regione e un operaio protagonisti di una vicenda di sesso, una rapina e una presunta estorsione

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Pubbliche virtù e privati vizi. Nulla di nuovo, nulla di strano. Sono centinaia le storie clandestine che nascono sui luoghi di lavoro, anche tra persone dello stesso sesso, da tenere segrete. Nulla di strano se in mezzo non ci fosse stato un Rolex, sottratto forse minacciando il proprietario con un coltello , un complice che non si trova.

Davanti a tutto ciò la passione svanisce e il sentimento pure. Stefano Ferro, l’uomo arrestato lo scorso 14 luglio dalla Squadra mobile della Questura di Catanzaro, davanti al giudice ha portato come tesi difensiva la circostanza per la quale l’uomo che lo ha denunciato gli avesse fatto delle avance sessuali qualche giorno prima sulla spiaggia di Roccelletta, e quel Rolex altro non era che un regalo. Anche se l’indagato parla di vendetta da parte della vittima per non aver ceduto.

La tesi di Ferro è in parte smentita dall’ingegnere in servizio alla Regione Calabria, dove aveva incontrato Ferro. Il professionista ha infatti dichiarato , nella sua denuncia, che il Rolex gli era stato sottratto e che Ferro con un complice, ancora non identificato, gli avrebbero chiesto 8.000 euro per la restituzione.

A seguito del servizio predisposto dai poliziotti della Questura di Catanzaro, che hanno accertato che il passaggio di denaro in realtà c’è stato, Ferro il 14 luglio, dopo aver tentato la fuga, è stato arrestato e oggi, quindici giorni dopo, posto ai domiciliari a seguito delle tesi portate in sua difesa dai legali Loiero e Aversa. La vicenda ovviamente resta tutta ancora da chiarire.

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