Il pentito Mantella: “Come avvocato non era granchè, ma aveva amicizie importanti ed era “vizioso di escort”

Parole tra ombre e fango sull'avvocatura e la magistratura catanzarese. Si cerca un un riscontro dalle indagini

“Non era un granchè come avvocato ma io lo nominavo perché aveva amicizie importanti. Mi scrisse lui quando ero detenuto a Secondigliano e a Livorno per chiedermi di nominarlo perché aveva agganci con i giudici del riesame e poteva farmi liberare”. E ancora “ Andava in giro per night club quando veniva a Roma perché era vizioso di escort”.

Se sia fango o se siano ombre quello che il pentito Andrea Mantella lancia su esponenti dell’avvocatura e della magistratura catanzarese lo stabiliranno le indagini, i riscontri, i processi.

Resta ciò che c’è scritto nei verbali di interrogatorio  dell’uomo, affiliato alle cosche vibonesi, che nel 2016 decise di pentirsi e iniziare a raccontare.

Non c’è operazione o indagine che riguardi Vibo Valentia e le attività della malavita organizzata in quel territorio, in cui non ci sia il suo nome ed alla quale non sia allegato un verbale di interrogatorio.

Ad un certo punto l’attenzione è tutto per un avvocato penalista catanzarese (al momento non indagato) di cui Mantella dice di conoscere rapporti e abitudini di cui lui, in qualità di cliente, si sarebbe giovato.

In particolare Mantella riferisce che un altro avvocato che lui aveva nominato per la difesa nel processo “Nuova Alba”, gli impedì di accettare l’offerta del collega di entrare nel collegio difensivo,  ma questo non risultò essere un problema perché il penalista prese la difesa del capo clan, lo fece scarcerare e di quella scarcerazione beneficiarono tutti gli indagati.